Caro Materiali: la lettera del Presidente ASSISTAL al Ministro Giovannini

Non bastava il blocco della cessione multipla dei crediti, in quanto il settore dell’edilizia ha un’altra “bestia nera”: il caro materiali. Sul punto è tornato a parlare il presidente di ASSISTAL, Antonello Carlini, in un’accorata lettera aperta al ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini.

Le richieste ASSISTAL al MIMS

Come spiega il presidente dell’Associazione imprenditoriale di categoria, aderente a Confindustria, rappresentante delle imprese specializzate nella progettazione, fornitura, installazione, gestione e manutenzione di impianti tecnologici, fornitura di Servizi di Efficienza Energetica (ESCo) e Facility Management “Le aspettative delle aziende associate e di migliaia di lavoratori, non erano di avere un adeguamento di ciò che sarà, per altro auspicabile, ma quello di vedere un aiuto, concreto, serio e soprattutto necessario”.

Carlini sottolinea l’inadeguatezza del paniere individuato dal MIMS: “Sono mesi che cerchiamo di far capire che il paniere che è stato individuato non serve per le aziende di costruzione di impianti, è solo prevalentemente edile. Abbiamo bisogno di un paniere aggiornato, nei prezzi e nei materiali. L’arrivo di un decreto ministeriale sul caro materiali ha dato una speranza, immediatamente disattesa dalla lettura del testo, dal contenuto e dalle modalità”. Il Presidente ASSISTAL sottolinea che si tratta di “36 voci delle quali solo 10 riconducibili alla costruzione e manutenzione degli impianti tecnologici”.

Il riferimento è al decreto del Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili dell’11 novembre 2021, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 23 novembre 2021, n. 294 che ha stabilito le modalità di utilizzo del fondo per l’adeguamento dei prezzi di materiali da costruzione e riporta le variazioni dei prezzi per il primo semestre del 2021 rispetto alla media dei prezzi del 2020. Le variazioni sono poi state approvate dalla “Commissione consultiva centrale per il rilevamento del costo dei materiali da costruzione”, composta da rappresentanti del MIMS, delle stazioni appaltanti e degli operatori di settore.

“Questa inadeguatezza della struttura ministeriale”, conclude Carlini, “rischia di far chiudere migliaia di imprese”. Abbiamo chiesto di rispondere con uno strumento emergenziale come fatto in altri settori. “Il nostro personale ha sempre lavorato, solo in sparuti casi si è ricorso alla cassa integrazione, abbiamo sempre garantito la nostra presenza nei cantieri e negli ospedali con il nostro presidio. Ora chiediamo un’azione di responsabilità, che riconosca le nostre difficoltà e la nostra emergenza”.

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