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Formazione e compiti del referente Covid negli istituti scolastici

Synetich Srl

 

Nonostante la moltitudine di “conflitti” e discussioni e sebbene ci siano ancora alcuni aspetti che devono essere discussi e decisi a livello sia nazionale sia regionale, il 14 settembre riprenderanno le lezioni scolastiche (in quasi tutte le regioni). Attualmente una delle poche certezze è costituita dalla presenza, in ogni istituto scolastico, di almeno due referenti COVID-19. Questa figura viene delineata e descritta nel Rapporto ISS COVID-19 n. 58/2020 “Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS-CoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell'infanzia” redatto da un gruppo di lavoro composto dall'ISS, Ministero della Salute, Ministero dell'Istruzione, INAIL, Fondazione Bruno Kessler, Regione Emilia-Romagna, Regione Veneto.

 
Le scuole tentano di difendersi dal Covid-19

La riapertura delle scuole, per questo determinato periodo storico, è una questione particolarmente spinosa sia in ragion dell'aumento dei casi di positività ai tamponi di questo ultimo periodo, sia per gli “assembramenti” nelle aule e negli istituti. Queste criticità, per esempio, potrebbero comportare, dal punto di vista epidemiologico, un aumento del rischio della circolazione del virus all'interno della comunità. Diventa quindi una questione primaria quella di dotare ogni scuola di addetti formati in grado di rispondere celermente a casi sospetti, probabili e/o confermati di COVID-19; i referenti dovranno anche essere in grado di attuare le strategie di prevenzione previste dai protocolli. Ogni scuola dovrà quindi seguire le indicazioni per la prevenzione dei casi COVID-19 del Ministero della Istruzione, del Ministero della Salute e del Comitato Tecnico Scientifico nonché eventuali Ordinanze Regionali.

 
I documenti di riferimento

Le persone identificate come referenti dovranno conoscere e poter sempre avere accesso alle norme in vigore. A oggi, i referenti dovranno seguire le indicazioni contenute nei seguenti documenti:

  • Documento per la pianificazione delle attività scolastiche, educative e formative in tutte le Istituzioni del Sistema nazionale di Istruzione per l'anno scolastico 2020/2021 del Ministero dell'Istruzione;

  • ipotesi di rimodulazione delle misure contenitive nel settore scolastico e le modalità di ripresa delle attività didattiche per il prossimo anno scolastico”, approvato in data 28/5/2020 e successivamente aggiornato il 22/6/2020 del Comitato Tecnico Scientifico;

  • circolare n. 18584 del 29 maggio 2020: “Ricerca e gestione dei contatti di casi COVID-19 (contact tracing) e App “IMMUNI”;

  • rapporto ISS COVID-19 n. 1/2020 Rev. - Indicazioni ad interim per l'effettuazione dell'isolamento e della assistenza sanitaria domiciliare nell'attuale contesto COVID-19. Versione del 24 luglio 2020;

  • rapporto ISS COVID-19 n. 58/2020 intitolato “Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS-CoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell'infanzia”.

 
Le funzioni del referente

È proprio l'ultimo documento citato a raccomandare alle scuole e ai servizi educativi dell'infanzia di “identificare dei referenti scolastici per COVID-19 adeguatamente formati sulle procedure da seguire”. Nel pratico, all'interno di ogni scuola dovrà essere identificato un Referente scolastico per COVID-19, a meno che non si tratti del dirigente scolastico, con il compito di svolgere un ruolo di interfaccia con il dipartimento di prevenzione e in grado di creare una rete con le altre figure analoghe nelle scuole del territorio. Dovrà anche essere individuato un sostituto per evitare interruzioni delle procedure in caso di assenza del referente. Inoltre, quest'ultimo dovrebbe essere identificato a livello di singola sede di struttura, piuttosto che di istituti comprensivi e i circoli didattici, al fine di garantire una migliore interazione con la stessa. Il rapporto ISS COVID-19 n. 58, specifica che “Il referente del DdP, ossia il referente che ogni ASL deve istituire e che dovrà tenere i rapporti con i referenti scolastici, e il suo sostituto devono essere in grado di interfacciarsi con tutti i referenti scolastici identificati, i quali devono ricevere adeguata formazione sugli aspetti principali di trasmissione del nuovo coronavirus, sui protocolli di prevenzione e controllo in ambito scolastico e sulle procedure di gestione dei casi COVID-19 sospetti/o confermati”.  
Cosa si intende però con adeguata formazione? Quali sono invece i contenuti che devono essere propri di un referente COVID-19 per poter svolgere al meglio la propria funzione?

 
Formazione e requisiti: conoscere, agire e comunicare

Ipotizzando un ipotetico programma, il referente COVID-19 dovrà possedere delle conoscenze di microbiologia, con particolare riferimento alle caratteristiche del SARS COV 2 (coronavirus rivestito a RNA a singolo filamento) e alla resistenza del virus nell'ambiente e, soprattutto, alle modalità di trasmissione. La padronanza cognitiva delle caratteristiche del microrganismo si traduce in una miglior comprensione delle azioni di prevenzione e contenimento. Invece, se il referente fosse il dirigente stesso, quest'ultimo dovrà impiegare queste conoscenze anche per l'elaborazione delle procedure specifiche che la scuola mette in atto. Qualora il referente non fosse il dirigente, lo stesso potrebbe collaborare alla stesura delle procedure che dovranno seguire le varie indicazioni sopra citate. Infatti, il referente dovrà essere informato e formato nel dettaglio sia sulle norme che regolano la gestione COVID-19 nelle scuole, sia sui protocolli e sulle procedure che ogni scuola ideerà e poi seguirà: queste indicazioni sono di primaria importanza perché molte funzioni saranno svolte dallo stesso o dal suo sostituto. Tali procedure sono indispensabili non solo per la prevenzione, ma anche per la gestione dei casi sospetti o confermati di Covid19 a scuola. E quindi, per raggiungere gli obiettivi in entrambi gli aspetti (prevenzione e gestione emergenza) il referente dovrà essere istruito su:

  • modalità di sanificazione “regolare e periodica” degli ambienti;

  • sanificazione straordinaria in seguito a un caso accertato;

  • scelta e utilizzo DPI corretto;

  • comunicazioni con il caso sospetto/confermato, con il referente dell'ASL e con gli enti preposti (118, medici curanti ecc).

 

Sono quindi necessari:

  • chiara identificazione;

  • messa a punto e test di funzionamento del canale di comunicazione reciproca tra “scuola”, medici curanti (PLS e MMG) e Dipartimenti di prevenzione delle ASL (mediante i rispettivi referenti); il canale comunicativo da utilizzare andrà adattato in base alla tecnologia utilizzata (es. messaggistica breve, e-mail, telefono etc.).

 
Due possibili scenari

La formazione del referente dovrà permettere a quest'ultimo di agire consapevolmente e celermente nella gestione dei vari scenari. Il documento ISS sopra riporta degli esempi, alcuni dei quali prevedono il diretto intervento del referente, ossia:

  • caso in cui un alunno presenti un aumento della temperatura al di sopra di 37,5°C o un sintomo compatibile con COVID-19;
  • caso di un numero elevato di assenze in una classe.
 

Nel primo scenario, l'operatore scolastico che viene a conoscenza della sintomaticità di un alunno deve avvisare il referente scolastico per COVID-19. Quest'ultimo deve avviare la procedura stabilita dalla scuola, che consiste in:

  • comunicazione ai genitori;

  • isolamento dello studente;

  • misurazione della temperatura;

  • effettuare o delegare la sanificazione specifica delle zone interessate.

Nel secondo, invece, il referente scolastico per il COVID-19 deve comunicare al DdP l'ammontare delle assenze improvvise di studenti in una classe (40%, ma il valore deve tenere conto anche della situazione delle altre classi) o di insegnanti. Anche in questa circostanza la formazione ha un ruolo centrale, in quanto il referente dovrà avere indicazioni precise su quali siano le percentuali oltre le quali è necessario avvisare il referente ASL. Infine, per quanto concerne gli aggiornamenti, i referenti scolastici Covid-19 dovranno essere aggiornati anche sulle più recenti scoperte riguardanti la patologia e il SARS COV 2, sull'andamento dei casi e sulle nuove normative. Tutto ciò anche grazie allo stretto contatto con il referente ASL del DdP.   Il gruppo di lavoro ISS e le altre istituzioni coinvolte nella preparazione delle misure di prevenzione forniranno tramite la piattaforma EDUISS un percorso formativo incentrato sulla gestione dei casi sospetti o confermati di COVID-19. Nello specifico, la formazione FAD è destinata ai referenti COVID-19 di ogni istituzione e/o struttura scolastica e per tutti gli operatori sanitari dei DdP referenti COVID-19 per le scuole, mentre i consulenti o gli RSPP esterni non potranno accedere a tale corso. Il corso FAD asincrono di 9 ore sarà accessibile e fruibile alla coorte di utenti nel periodo che intercorre tra il 31 agosto e il 15 dicembre 2020.  

 
 

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