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Il reato d'abuso d'ufficio blocca, per ora, il Decreto semplificazioni

Synetich Srl


 

 

Sembra che il Decreto semplificazioni stia per vedere la luce: nelle scorse serate le teste del governo si sono nuovamente riunite. Sebbene non siano stati eliminati del tutto gli attriti, pare che la tempesta non si sia scatenata su Palazzo Chigi. Nonostante le diverse visioni e aspettative, tutte le parti in causa concordano su alcuni, non marginali, punti:

  • sburocratizzazione;
  • digitalizzazione.
 

In sostanza si è compresa la necessità di abbattere gli ostacoli che non permettono al Belpaese di correre con leggerezza e velocità.

 
L'ostacolo da superare

Sul punto, però, il tema su cui ci sono ancora dissidi è quello del reato d'abuso d'ufficio: date alcune situazioni che riguardano direttamente soggetti delle parti in causa, pare più spinoso districare i nodi in questione perché si teme di favorire un interesse particolare anziché uno generale. In testimonianza di ciò, le varie componenti della maggioranza sono riuscite a raggiungere dei compromessi su tematiche di carattere generale che verranno enunciate nel resto dell'articolo, e che comunque riguardano l'Italia nella sua interezza, ma non sulla questione che potrebbe avere un effetto diretto su alcuni esponenti politici.

 
E quelli già abbattuti

Tornando sulla issue degli accordi raggiunti, invece, il valore delle infrastrutture che si potrà sbloccare con corsia preferenziale ammonta a 200 miliardi di euro in 15 anni. È stata stilata una lista delle opere che “godranno” di tale trattamento: porti, autostrade, alta velocità ferroviaria e aeroporti. Questo elenco, facente parte del piano “Italia Veloce”, insieme al Def triennale e al Programma nazionale di Riforma (Pnr), costituiscono i tre pilastri del Recovery plan da presentare a Bruxelles a settembre. Dato il diffuso e generale immobilismo di agosto, il Premier ha insistito per varare un provvedimento che:

  • sospenda il Codice Appalti sino al 31 luglio 2021
  • indebolisca la responsabilità erariale;
  • conceda poteri straordinari alle stazioni appaltanti;
  • abbrevi le tempistiche per le valutazioni di impatto ambientale e per i pareri delle Sovraintendenze;
  • introduca una norma per la stabilità finanziaria degli enti locali e una volta a riformare il sistema universitario.
 
I compromessi raggiunti tra le parti

Come si è detto più volte in precedenza, sono stati necessari alcuni compromessi per poter giungere a un qualcosa di più di una bozza di decreto:

  • gli appalti con valore superiore ai 5,2 milioni di euro non potranno essere assegnati con procedura negoziata. Inoltre, sempre per questa categoria di opere, è stata stabilita la possibilità di scavalcare la gara solo per infrastrutture legate al Covid quali ospedali, carcere e scuole;
  • dai 150 mila euro a salire, la trattativa, sebbene continuerà a essere privata, includerà un numero di imprese (determinato dal valore dell'opera in questione) per garantire la concorrenza.
 
Cosa blocca il decreto?

A quanto pare l'ultimo nodo da sciogliere rimane proprio quello dell'abuso di ufficio.

 

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