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Gli enti avranno più tempo per dotarsi di una regolamentazione specifica sul lavoro agile

Synetich Srl

 

Lo stato di emergenza sanitaria è stato prorogato sino al 31 gennaio 2021: tale slittamento temporale ha delle conseguenze sulla normativa che disciplina il lavoro agile semplificato in quanto, per l'appunto, è stato posticipato di un mese il termine di efficacia delle deroghe introdotte nell'ambito dell'articolo 87, comma 1, lettera b) del decreto “Cura Italia”, ossia quelle che, di fatto, istituiscono l'applicazione del lavoro agile in deroga sia agli obblighi informativi sia all'accordo con il lavoratore.  

 
Tra l'articolo 87 del “Cura Italia” e l'ultima proroga spunta il decreto Rilancio

Le motivazioni di quanto appena scritto sono da ricercare nel fatto che all'interno dell'articolo 87, il lavoro agile è considerato quale modalità ordinaria con la quale rendere la prestazione lavorativa, al termine dell'emergenza sanitaria, ossia a una data antecedente stabilita attraverso Dpcm. Data la complessità del quadro normativo di riferimento, occorre rammentare che tra il Decreto “Cura Italia” e l'ultima proroga dello stato di emergenza, avvenuta per mezzo del decreto legge n. 125 del 7 ottobre, è stato “inserito” l'articolo 263 del decreto Rilancio, incentrato su di una progressiva uscita dalla normativa emergenziale in tema di lavoro agile. Sul punto, il decreto Rilancio ha infatti stabilito una serie di deadline intermedie che hanno fissato al 31 dicembre il termine del lavoro agile semplificato. Nello specifico, e rispettando l'asse temporale, l'articolo 263 ha prima sentenziato la cessazione delle limitazioni inerenti alla necessità di giustificare la presenza nei luoghi di lavoro a partire dal 15 settembre (lettera a), comma 1, dell'articolo 87 del Dl 18/2020), per poi disporre l'applicazione del lavoro agile semplificato al 50% dei lavoratori impiegati nelle attività che possono essere rese smart (deroghe di cui alla lettera b), comma 1, dell'articolo 87 del Dl 18/2020) fino al 31 dicembre. In altre parole, nel luglio passato, la conversione in legge del decreto Rilancio ha derogato oltre l'emergenza sanitaria, che in quel momento era fissata al 15 ottobre, la "regola" del lavoro agile come modalità ordinaria di esercizio dell'attività lavorativa, nella semplificazione delle sole deroghe correlate agli accordi e agli obblighi informativi. E pertanto, sembra possa venire meno la certezza che il termine del lavoro agile semplificato sia il 31 dicembre dal momento che l'articolo 87 del decreto «Cura Italia» rimane vincolato al termine dell'emergenza sanitaria, ovvero a un Dpcm che ne indichi la scadenza.

 
In sintesi:

La porta aperta dell''emergenza sanitaria posticipa al 31 gennaio, almeno, il termine del lavoro agile come modalità lavorativa, dando agli enti un mese in più per dotarsi:

  • di una regolamentazione specifica;

  • di un accordo che stabilirà la fine di un'applicazione ex lege di un istituto, sebbene sarà possibile continuare a lavorare in modalità smart su richiesta specifica dei lavoratori.

A patto che un Dpcm, che non sarà di certo quello del 15 ottobre, dato il recente prolungamento dello stato di emergenza, non disponga diversamente entro la fine dell'anno.

 

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