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Presentato il Pnrr: come semplificare in due tappe

Synetich Srl

 

Il Pnrr, inviato oggi alla Commissione europea, tratta di «semplificazione in materia di contratti pubblici», considerato un obiettivo centrale sia per l'efficiente realizzazione delle infrastrutture sia per il rilancio dell'attività edilizia.

 
Semplificare in due tappe

La necessità di semplificare da parte di governo e premier nasce dalla consapevolezza delle difficoltà che si incontreranno nella realizzazione delle opere – soprattutto quelle di una certa importanza - entro la fine del 2026 (deadline stabilita da Bruxelles). Tale semplificazione, però, non avverrà con le modalità auspicate dall'Antitrust, ossia la sospensione del codice e l'utilizzo delle sole direttive europee, in quanto la “scelta operativa” è stata effettuata da una commissione interministeriale che perseguirà l'obiettivo semplificazione in due tappe:

  • un decreto-legge di semplificazioni per le procedure contenute nel Piano;

  • una delega ad hoc per riformare il codice e, successivamente, integrare le direttive europee. 

Conseguentemente a ciò, si dovrebbe “accantonare” il Regolamento del codice per due anni in favore dell'utilizzo del vecchio regolamento e delle linee guida Anac, dove saranno ancora compatibili.

 
Ciò che dovrebbe accadere

Per quanto riguarda la prima tappa, il decreto-legge da approvare entro maggio, la ratio è quella di definire una normativa speciale che contenga ulteriori semplificazioni rispetto a quelle già varate con il decreto-legge n. 76/2020 e ne proroghi l'efficacia fino a fine 2023.

Tra le idee attualmente avanzate si parla, ad esempio, di una soglia per affidamenti diretti innalzata e di un possibile ritorno all'appalto integrato, da affidare sulla base del progetto di fattibilità. Tra gli altri interventi annunciati, spiccano quelli sulle verifiche antimafia e sui protocolli di legalità; inoltre, si parla di una «conferenza di Servizi veloce» e dell'individuazione di un termine massimo per l'aggiudicazione dei contratti, con riduzione dei tempi tra pubblicazione del bando e aggiudicazione. Oltre a ciò, bisognerà anche riattivare la cabina di regia per il coordinamento della contrattualistica pubblica, istituita nel 2016 presso la Presidenza del Consiglio, e rivedere le Stazioni Appaltanti sotto l'aspetto quantitativo e delle qualifiche, e il potenziamento del database di tutti i contratti tenuto dall'Autorità nazionale anticorruzione (atti organizzativi dell'Anac).  

Riguardo alla seconda tappa, a dicembre giungerà la delega per riformare - di nuovo - il codice dei contratti pubblici: disegno di legge delega e decreto delegato per «recepire le norme delle tre direttive Ue (2014/23, 24 e 25), integrandole esclusivamente nelle parti non self-executing e ordinandole in una nuova disciplina più snella rispetto a quella vigente: l'obiettivo è quello di ridurre, se non eliminare, le regole che vanno oltre quelle richieste dalla normativa europea, anche sulla base di una comparazione con la normativa adottata in altri Stati membri della Ue. 

 
Linkografia:

ItaliaOggi