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Tutto quello che bisogna sapere sul principio di rotazione

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Il Tar Veneto, Sez. I, 26/ 03/ 2021, attraverso la sentenza n. 389, è stato chiamato a esprimersi in riferimento all'applicazione del principio di rotazione per gli appalti sottosoglia; nello specifico, ha respinto un ricorso che reclamava l'esclusione del gestore uscente, risultato poi aggiudicatario.

 
Ma quindi, quando non si applica il principio di rotazione?

In caso di procedura negoziata preceduta da un'indagine di mercato per selezionare gli operatori economici da invitare alla gara (senza limitazione alcuna). Ciò che va ricordato è che, se la stazione appaltante si “affaccia” sul mercato dando a chiunque, senza limitazioni numeriche, la possibilità di presentare un'offerta, sta agendo nel rispetto del principio di rotazione: non esclude chi, in precedenza, ha lavorato correttamente con l'Amministrazione, ma non lo favorisce. In merito alla contestazione per la violazione del c.d. principio di rotazione, va premesso che, secondo un consolidato orientamento giurisprudenziale, peraltro ampiamente condiviso, la rotazione deve essere applicata nei casi in cui si proceda mediante affidamento diretto, e quindi quando non si effettua una selezione degli offerenti oppure nelle ipotesi di procedura negoziata, ma solo quando l'amministrazione effettua discrezionalmente la scelta degli offerenti da invitare (così ad es. T.A.R. Lazio, Sez. II, 9 dicembre 2020, n. 13184).

Il Consiglio di Stato ha osservato che il principio di rotazione
“costituisce necessario contrappeso alla notevole discrezionalità riconosciuta all'amministrazione nel decidere gli operatori economici da invitare in caso di procedura negoziata (Cons. Stato, V, 12 settembre 2019, n. 6160); esso ha infatti l'obiettivo di evitare la formazione di rendite di posizione e persegue l'effettiva concorrenza, poiché consente la turnazione tra i diversi operatori nella realizzazione del servizio, consentendo all'amministrazione di cambiare per ottenere un miglior servizio (Cons. Stato, VI, 4 giugno 2019, n. 3755). In questa ottica, non è casuale la scelta del legislatore di imporre il rispetto del principio della rotazione già nella fase dell'invito degli operatori alla procedura di gara; lo scopo, infatti, è quello di evitare che il gestore uscente, forte della conoscenza della strutturazione del servizio da espletare acquisita nella precedente gestione, possa agevolmente prevalere sugli altri operatori economici pur se anch'essi chiamati dalla stazione appaltante a presentare offerta e, così, posti in competizione tra loro (Cons. Stato, V, 12 giugno 2019, n. 3943; 5 marzo 2019, n. 1524; 13 dicembre 2017, n. 5854)” (Cons. Stato, Sez. V, 15 dicembre 2020, n. 8030).  

 
E quindi…

Il principio di rotazione, di per sé, non deve e non può impedire la partecipazione al gestore uscente alla gara indetta per la riassegnazione del medesimo servizio, ma, invece, preclude la scelta di rinnovare direttamente l'affidamento con il gestore uscente, oppure, in caso di procedura ristretta, impedisce che la decisione d'invito possa essere rimessa alla sola discrezionalità dell'amministrazione. In sostanza, è la facoltà di selezione gli operatori ammessi a essere condizionata dal principio di rotazione, in quanto la sua funzionalità consiste nel promuovere la circolazione delle commesse pubbliche tra le imprese, poste su un piano di parità, perché estranee al precedente affidamento; per dirla con altre parole, il principio di rotazione impedisce che, nelle procedure negoziate, l'equilibrio tra gli operatori preselezionati dall'amministrazione stessa possa essere alterato, e conseguentemente viziato, attraverso l'invito rivolto al precedente gestore, avvantaggiato dalla rendita di posizione maturata durante il precedente affidamento.  

Di conseguenza, nelle procedure di evidenza pubblica caratterizzate da appalto sotto soglia
“la rotazione non si applica laddove il nuovo affidamento avvenga tramite procedure ordinarie o comunque aperte al mercato, nelle quali la stazione appaltante, in virtù di regole prestabilite dal codice dei contratti pubblici ovvero dalla stessa in caso di indagini di mercato o consultazione di elenchi, non operi alcuna limitazione in ordine al numero di operatori economici tra i quali effettuare la selezione. Ed invero, allorquando la stazione appaltante apre al mercato dando possibilità a chiunque di candidarsi a presentare un'offerta senza determinare limitazioni in ordine al numero di operatori economici ammessi alla procedura, ha per ciò stesso rispettato il principio di rotazione che non significa escludere chi abbia in precedenza lavorato correttamente con un'Amministrazione, ma significa non favorirlo (arg. ex T.A.R. Sardegna, sez. I, 22 maggio 2018, n. 493)” (T.A.R. Veneto, Sez. I, 23 settembre 2019, n. 1021, confermata da Cons. Stato, Sez. V, 27 novembre 2020, n. 7462).   Tale prassi è anche consolidata da un ulteriore pronunciamento del Consiglio di Stato con il quale, richiamando l'indirizzo sin qui riassunto, si è in particolare chiarito che, “come emerge anche dalle linee-guida dell'ANAC (n. 4 del 26 ottobre 2016, aggiornate con delibera 1 marzo 2018, n. 206) [in questo caso richiamate dalla ricorrente], quando l'amministrazione procede attraverso un avviso pubblico aperto a tutti gli operatori economici, non deve applicarsi il principio di rotazione, perché si è fuori dalle procedure negoziate” (così Cons. Stato, Sez. V, 22 febbraio 2021, n. 1515).

 

Linkografia:

Giurisprudenzappalti.it