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Costo della manodopera: le normative che regolano la verifica di anomalia dell'offerta

Synetich Srl

Il Tar Campania ha accolto un ricorso in merito all'aggiudicazione di un servizio per la manutenzione di automezzi aziendali, a causa dell'anomalia del ribasso del 48,65% dell'aggiudicataria, mentre il proprio ribasso era pari al 25,05%. Sul punto, la stazione appaltante aveva previsto un costo orario della manodopera pari 26,00 euro all'ora.

 
Le normative che regolano la verifica di anomalia dell'offerta

Come detto, Tar Campania, Salerno, Sez. II, 29/ 04/ 2021, n.1083 accoglie il ricorso stabilendo che:

  • l'art. 97, comma 5, lett. d), del D.lgs. n. 50/2016 stabilisce l'onere della stazione appaltante di richiedere per iscritto al concorrente – che ha almeno quindici giorni per rispondere – delle spiegazioni. L'offerta può essere esclusa solo se la motivazione presentata non giustifica sufficientemente il basso livello di prezzi o di costi proposti, “tenendo conto degli elementi di cui al comma 4 o se ha accertato, con le modalità di cui al primo periodo, che l'offerta è anormalmente bassa in quanto […] il costo del personale è inferiore ai minimi salariali retributivi indicati nelle apposite tabelle di cui all'art. 23, comma 16”;

    l'art. 23, comma 16, a sua volta, prevede, in riferimento ai contratti relativi a lavori, servizi e forniture, che il costo del lavoro sia determinato ogni anno e che questo debba essere pubblicato su apposite tabelle dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali sulla base dei valori economici definiti dalla contrattazione collettiva nazionale tra le organizzazioni sindacali e le organizzazioni dei datori di lavoro comparativamente più rappresentativi, delle norme in materia previdenziale e assistenziale, dei diversi settori merceologici e delle differenti aree territoriali. In assenza di un contratto collettivo applicabile, il costo del lavoro viene determinato sulla base di quanto contenuto nel contratto collettivo del settore merceologico più vicino a quello preso in considerazione. Per quanto concerne i contratti relativi a lavori, il costo dei prodotti, delle attrezzature e delle lavorazioni è fissato da prezzari regionali che vengono aggiornati annualmente. I prezzari in questione “cessano di avere validità il 31 dicembre di ogni anno e possono essere transitoriamente utilizzati fino al 30 giugno dell'anno successivo, per i progetti a base di gara la cui approvazione sia intervenuta entro tale data. In caso di inadempienza da parte delle Regioni, i prezzari sono aggiornati, entro i successivi trenta giorni, dalle competenti articolazioni territoriali del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sentite le Regioni interessate. Fino all'adozione delle tabelle di cui al presente comma, si applica l'art. 216, comma 4.”. Nei contratti di lavori e servizi, la stazione appaltante, per determinare l'importo posto a base di gara, deve individuare nei documenti posti a base di gara i costi della manodopera sulla base di quanto previsto nel presente comma. I costi della sicurezza, invece, sono scorporati dal costo dell'importo assoggettato al ribasso;

  • infine, l'art. 97, comma 6, stabilisce la non ammissibilità di giustificazioni riguardanti trattamenti salariali minimi inderogabili stabiliti dalla legge o da fonti autorizzate dalla legge. Inoltre, non sono ammesse giustificazioni in relazione agli oneri di sicurezza di cui al piano di sicurezza e coordinamento previsto dall'art. 100 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81. La stazione appaltante, in ogni caso, può valutare la congruità di ogni offerta che, in base ad elementi specifici, appaia anormalmente bassa.

 
In sintesi

È la combinazione di queste norme a rendere dunque obbligatoria la verifica di anomalia ogni qual volta “il costo del personale è inferiore ai minimi salariali retributivi indicati nelle apposite tabelle di cui all'art. 23, comma 16”. E questo è accaduto nel caso in esame, posto che l'appalto è stato aggiudicato a un costo orario della manodopera di euro 11,23/ora, a fronte del costo previsto dalla tabella ministeriale di euro 21,10/ora, senza che sia stata eseguita nessuna verifica sulla congruità del costo della manodopera. Poiché, all'esito della decisione, la stazione appaltante è tenuta a riaprire la gara, la domanda di accesso dev'essere conseguenzialmente respinta, ai sensi dell'art. 53, commi 2 e 3, del D.lgs. n. 50/2016, che differisce il diritto di accesso “fino all'aggiudicazione”, stabilendo che “gli atti di cui al comma 2, fino alla scadenza dei termini ivi previsti, non possono essere comunicati a terzi o resi in qualsiasi altro modo noti”.

 

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