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Le modifiche che non sono ammesse in fase di verifica di anomalia

Synetich Srl

 

Il Tar della Toscana conferma e da continuità all'orientamento giurisprudenziale, e quindi quanto già dichiarato dai Tar Lombardia, Milano, Sez. IV, 25/ 06/ 2020, n.1194, Tar Lombardia, Milano, Sez. I, 22/ 11/ 2019, n.2485 confermata da Consiglio di Stato, Sez. V, 22/ 06/ 2020, n.3968, in merito alla non ammissibilità di modifiche al costo del lavoro indicato in offerta nel corso della verifica di anomalia.

 
Quanto dichiarato in gara

Sul punto, l'impresa aggiudicataria, all'interno della propria offerta economica, aveva fissato un ribasso del 32,90% corrispondente a un importo complessivo di euro 187.880,00, costituita da:

  • 123.047,00 per manodopera;

  • 495,36 € in costi per la sicurezza per l'intera durata contrattuale (3 anni).

L'ammontare dell'importo finale totale offerto, al netto dell'IVA, corrisponde a 188.375,36 €;  

 
Quanto accaduto nelle giustificazioni presentate

Tuttavia, In fase di verifica di anomalia, l'importo che l'impresa aveva indicato in offerta viene modificato nelle giustificazioni:

  • I costi di manodopera aumentano fino a 138.763,89 €;

  • quelli per la sicurezza aziendale raggiungono i 2.300 € complessivi per il triennio.

A seguito di tali modifiche, il saldo totale dell'offerta è stato “gonfiato”: si è passati da 187.880,00 € a 188.289,02 €.  

 
Il parere del Tar

La situazione creatasi ha legittimato l'impresa seconda classificata a presentare ricorso presso il Tar Toscana, Sez. II, 20 novembre 2020, n.1473, che lo accoglie a fronte delle seguenti motivazioni: in primis, uno dei principi fondanti del diritto degli appalti pubblici, a garanzia della par condicio tra i partecipanti, è quello riguardante l'immodificabilità dell'offerta durante la gara; nello specifico, è l'art. 83, comma 9, del d.lgs. n. 50 del 2016 a stabilirlo. Inoltre, non è nemmeno consentito avvalersi del soccorso istruttorio e non sono ammesse possibili integrazioni e/o regolarizzazioni dell'offerta economica e tecnica. Conseguentemente, sebbene le potenziali delucidazioni da parte della stazione appaltante e richieste di giustificazioni per anomalia non possono che riguardare l'offerta formulata in gara, non è possibile effettuare rettifiche o modifiche di quanto dichiarato nella gara stessa. E quindi, la violazione del principio precitato tramite modifiche non ammesse non può che tradursi in una esclusione del concorrente reo di aver apportato modifiche all'offerta originaria.
In secundis, nel caso in questione è fuori d'ogni dubbio che l'offerta sia stata modificata, nello specifico in tre elementi:

  • l'importo offerto, al netto dell'IVA, è passato da 187.880,00€, (comprensivi degli oneri di sicurezza) a € 188.289,06, comprensivi di oneri interferenziali, come specificato in sede di giustificazione dell'offerta;

  • il costo della manodopera, dalla fase di offerta ai giustificativi è passato dai € 123.047,00 a € 138.763,89 nei giustificativi;

  • infine, i costi di sicurezza aziendale sono aumentati da € 495,36 a € 2.300,00. 

In aggiunta, l'operatore economico, a seguito delle modifiche effettuate, non ha indicato né le ragioni né le modalità di compensazione dell'offerta. A seguito di tali motivazioni, il ricorso viene accolto.

 

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