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Dall'analisi della lex specialis all'annullamento del contratto

Synetich Srl

 

Gli esiti di un bando di gara per l'affidamento del servizio di assistenza domiciliare proposto da due amministrazione comunali sono giunti sul tavolo dei giudici del TAR Lazio. Il ricorso è stato proposto dalla seconda classificata che ha chiesto di annullarne gli esiti e di revocare il contratto al vincitore per incongruenze in merito all'offerta presentata e alla verifica di anomalia.

 
L'anomalia

Secondo la ricorrente, la vincitrice avrebbe formulato la propria offerta economica in maniera non corretta perché avrebbe "mescolato" due offerte relative al trasporto, mentre la richiesta era di presentare un costo basato sul chilometraggio e uno in riferimento alle ore svolte. La seconda classificata aggiunge che la vincitrice avrebbe avanzato, solo in sede di verifica di anomalia, un'offerta economica che implicherebbe un ammontare di ore inferiore a quello stabilito dalla lex specialis.

 
Il capitolato

Il bando di gara prevedeva un capitolato suddiviso in tre macro-aree:

  • i costi della manodopera;

  • il rimborso per il trasporto degli utenti;

  • i costi di gestione e l'utile.

La vincitrice ha lasciato "intere" le offerte relative alle prime due voci ed ha ribassato quella di costi e utile; la seconda classificata, invece, ha previsto un ribasso complessivo del 3 per cento. Il TAR, dopo aver esaminato la documentazione, ha dichiarato che la vincitrice avrebbe agito in maniera corretta e in linea con quanto previsto dal Decreto Legislativo n. 50/2016 (c.d. Codice dei contratti). In sostanza, la prima classificata ha inserito i costi di trasporto nella remunerazione dell'appalto, mentre la seconda ha conteggiato il valore orario della prestazione degli autisti nel monte ore complessivo.

 
La lex specialis

La "lex specialis" della gara prevede l'inclusione delle attività di trasporto tra le prestazioni oggetto del servizio, ma non quantifica in termini orari le relative prestazioni, dal momento che correla il rimborso solo a un parametro di percorrenza. "Tuttavia - dicono i giudici - mentre tale previsione può giustificare l'imputazione dei costi della retribuzione degli autisti alla voce “rimborso di trasporto” oppure alla voce "costi di gestione ed utile", essa non può in alcun modo consentire l'imputazione della spesa al monte ore delle prestazioni assistenziali". Per queste ultime, infatti, sono previste figure professionali specifiche, "mentre gli autisti titolari non sono titolari di specializzazioni per erogare attività di coordinamento, assistenziali in senso tecnico o socio-educative". Ecco perché, dice il TAR, "erroneamente è stata ritenuta giustificabile l'offerta della società vincitrice che ha imputato i costi di manodopera degli autisti al monte ore assistenziale vero e proprio, così riducendone il massimale pur tenendo ferma la relativa indicazione monetaria".

 
Gara da rivedere

E dunque, sebbene il ricorso sia legittimo, la gara non può essere annullata e assegnata alla seconda classificata perché "il monte orario era indicato in termini presuntivi: quindi era nella facoltà delle concorrenti mantenere fermo l'importo monetario della manodopera, aumentando le ore di assistenza, oppure, all'inverso, diminuendolo oppure elaborando una combinazione diversa dei due elementi". Tale equilibrio tra i costi "diviene oggetto di una specifica valutazione che deve essere condotta dalla stazione appaltante in termini di maggiore o minore sostenibilità e convenienza (e dunque nei limiti propri del giudizio di anomalia), fermo restando che non possono essere giustificate previsioni volte a ricondurre i costi del personale del trasporto al monte orario delle prestazioni assistenziali come già previste: pertanto, considerando i giustificativi già prodotti dalla controinteressata, il nuovo giudizio di anomalia dovrà indagare la sostenibilità dell'offerta in dipendenza della possibilità di ritenere assorbiti i costi del personale di trasporto nell'utile di impresa o nelle spese generali".

 
E quindi…

Il TAR Lazio, dunque, ha annullato i provvedimenti relativi all'anomalia dell'offerta della società in un primo momento vincitrice. La stazione appaltante deve quindi prendere nuovamente in esame le offerte e pronunciarsi di nuovo. Il contratto va annullato. Ma, dicono i giudici, "attesa la particolare importanza sociale degli interessi tutelati dal procedimento di gara, avente ad oggetto prestazioni di servizio di assistenza a favore di persone svantaggiate in un territorio particolarmente ampio, è opportuno disporre che tale inefficacia abbia decorrenza dal termine di trenta giorni dalla comunicazione della presente sentenza o sua notifica a cura di parte, intendendosi risolto da tale momento, ma con salvezza delle prestazioni rese nel frattempo". Annullamento del contratto previsto dalla normativa e che può essere deciso dal giudice che valuta caso per caso. Il ricorso, come detto, è stato dunque accolto.

 

Linkografia