Verifica dell'amomalia e competenza del sub procedimento

Federica Dascoli

T.A.R. Abruzzo, Pescara, Sez. I, sentenza n. 169 pubblicata il 22 maggio 2018

La ricorrente presenta ricorso contro il provvedimento di aggiudcazione di una procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando con la quale la ricorrente impugnava il procedimento di verifica dell'anomalia poichè svolto solo dal RUP e non dalla Commissione così come previsto dalla lex specialis di gara. 
Ecco cosa ne pensa il Tar Perscara


"In punto di diritto occorre premettere che, nel regime di cui al d.lgs. n. 163/2006, la giurisprudenza aveva riconosciuto la legittimità della verifica di congruità eseguita, anziché dalla commissione aggiudicatrice, direttamente dal responsabile unico del procedimento avvalendosi degli uffici e organismi tecnici della stazione appaltante. Ciò tenuto conto del ruolo del ruolo del R.u.p. quale vero e proprio "motore" della procedura selettiva, dotato delle necessarie competenze adeguate in relazione ai compiti cui è deputato, fra cui anche il controllo dell'attività della commissione aggiudicatrice, e, nelle gare da aggiudicarsi col criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, del suo ruolo di "filtro" tra le valutazioni tecniche della commissione di cui all'art. 84 del Codice e le scelte della stazione appaltante. Di qui la rimessione ex lege al R.u.p. di ogni valutazione innanzi tutto in ordine al soggetto cui affidare la verifica, non escludendo che, a seconda dei casi, egli possa ritenere sufficienti e adeguate le competenze degli uffici e organismi della stazione appaltante, o invece concludere nel senso della necessità di un nuovo coinvolgimento della commissione aggiudicatrice anche per la fase de qua. Ciò specie qualora la verifica delle offerte a rischio di anomalia chiami in causa anche l'apprezzamento di elementi dell'offerta tecnica, e quindi richieda anch'essa il possesso di determinate cognizioni e competenze (cfr Cons. St. A.P. 29.11.2012 n. 36).
Ecco 

5.2 Attualmente, nella disciplina di cui all'art. 97 del d.lgs. n. 50/2016, per il caso di anomalia, nulla è previsto quanto all'organo competente a svolgere la verifica di congruità riferendosi genericamente alla "stazione appaltante", salvo per il caso di aggiudicazione con il criterio del prezzo più basso in cui il comma 1 si riferisce al R.u.p. o alla Commissione giudicatrice.

A loro volta, linee guida n.3/2016, emanate in attuazione dell'art. 31 comma 5 del d.lgs. n. 50/20016 che rimette all'A.n.a.c. la disciplina di maggiore dettaglio sui compiti specifici del R.u.p., stabilivano che, nel caso di aggiudicazione con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa individuata sulla base del miglior rapporto qualità prezzo, la verifica di anomalia "è svolta dal R.u.p. con il supporto della Commissione nominata ex art. 77 del Codice".

Il punto 5.3 delle Linee Guida n. 3/2016 è stato tuttavia modificato a seguito dell'aggiornamento intervenuto con delibera n.1007 dell'11 ottobre 2017 sulla cui base il R.u.p. verifica la congruità delle offerte con l'"eventuale" supporto della "commissione giudicatrice".

Di qui consegue che per effetto delle modifiche intervenute a seguito del correttivo di cui al d.l.g. 57/2017, il supporto della Commissione al R.u.p. nella verifica di anomalia, inizialmente previsto senza aggettivazione, successivamente è divenuto "eventuale".

5.3 Quanto alla contestata portata vincolante della prescrizione di cui al punto 5.3 cit. occorre tener conto che il Consiglio di Stato, nel parere del 2 agosto 2016 n. 1767 reso sulle Linee Guida in argomento, ha chiarito che le linee guida in oggetto, nella parte in cui attuano l'art. 31, comma 5, del codice, hanno portata vincolante, e, nella parte in cui forniscono un'esegesi dell'art. 31 nel suo complesso, sono adottate ai sensi dell'art. 213, comma 2, codice, e hanno una funzione di orientamento e moral suasion. Sulla base di tali premesse si è precisato che assume valore vincolante la parte relativa alle seguenti disposizioni "Compiti specifici del RUP, requisiti di professionalità, casi di coincidenza del RUP con il progettista o il direttore dei lavori o dell'esecuzione, ai sensi dell'art. 31, comma 5 codice dei contratti pubblici", in cui rientra, come parte II, anche la disposizione in argomento relativa alla verifica di congruità delle offerte anomale da parte del R.u.p.

Le linee guida c.d. vincolanti adottate dall'A.n.a.c., come precisato dal Consiglio nel parere sopra richiamato, non hanno valenza normativa ma sono atti amministrativi generali appartenenti al genus degli atti di regolazione delle Autorità amministrative indipendenti, sia pure connotati in modo peculiare. Le linee guida non vincolanti sono anch'esse atti amministrativi generali, che perseguono lo scopo di fornire indirizzi e istruzioni operative alle stazioni appaltanti, e restano assoggettate allo statuto del provvedimento amministrativo. 

Di qui consegue che per effetto delle modifiche intervenute a seguito del correttivo di cui al d.l.g. 57/2017, il supporto della Commissione al R.u.p. nella verifica di anomalia, inizialmente previsto senza aggettivazione, successivamente è divenuto "eventuale".

Nella specie, va evidenziato che l'art. 5 del disciplinare di gara, costituente lex specialis inderogabile e vincolante per tutte le parti del procedimento, rimetteva direttamente alla Commissione giudicatrice la verifica di congruità di cui all'art. 97 cit.

Inoltre, occorre tener conto che, nel caso in esame, il bando è stato indetto con atto n. 20 del 29.04.2017, e la verifica di anomalia si è svolta in data 30.05.2017, e quindi sia la indizione della gara sia le operazioni di verifica dell'anomalia sono intervenute nel regime vigente anteriormente alle modifiche di cui alla delibera A.n.a.c. n. 3 cit. sulla cui base era previsto l'apporto al R.u.p della Commissione giudicatrice disciplinato solo successivamente in via eventuale.   

Rispetto ad una previsione chiara ed esplicita nel delineare la competenza dell'organo deputato alla verifica di congruità nemmeno può sostenersi un'ipotesi di "eterointegrazione del bando" che, come noto, presuppone la sussistenza di una "lacuna" nella legge di gara ed opera solo qualora la stazione appaltante ometta di inserire nella disciplina di gara elementi previsti come obbligatori dall'ordinamento giuridico, e quindi solo in presenza di norme imperative e cogenti

Sulla base di tali premesse la verifica di congruità deve ritenersi quindi illegittima, innanzitutto, poiché effettuata da organo diverso da quello prescritto dalla lex specialis di gara. Ed infatti la verifica in esame è stata effettuata, come da verbale del 30.05.2017 dal R.u.p. che ha ritenuto tuttavia di poter prescindere dal supporto della Commissione giudicatrice "non involgendo i controlli da effettuare profili particolarmente problematici ed essendo il R.u.p. dotato di adeguata professionalità".

Inoltre, come si è innanzi chiarito, le linee guida n.3/2016 applicabili ratione temporis non prevedevano come "eventuale" il supporto della Commissione giudicatrice, sicchè non poteva configurarsi in capo al R.u.p. una facoltà di scelta sul se avvalersi o meno dell'apporto della Commissione nella verifica di congruità dell'offerta anomala. "

 

 

Fonte:

www.giustizia-amministrativa.it

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