Verifica dei requisiti per i giovani professionisti

Federica Dascoli



Con la sentenza T.A.R. Abruzzo, L'Aquila, Sez. I, sentenza n. 228 pubblicata il 30 maggio 2018 il TAR dell'Aquila si è occupata dell'affidamento degli incarichi di progettazione ai "giovani professionisti" e della verifica dei loro requisiti da parte della stazione appaltante.

Un concorrente ha mosso ricorso contro il provvedimento di aggiudicazione di una procedura per l'affidamento dell'incarico di progettazione nel quale, in quanto non era avvenuta la verifica dei requisiti di partecipazione  anche per il gruppo di lavoro indicato dall' R.T.I aggiudicatario.

"[il] Regolamento emanato con D.M. 263/2016 ai sensi dell'art. 24, commi 2 e 5, D. Lgs 50/2016 [...] all'art. 4, comma 1, espressamente prevede che "...i requisiti del giovane non concorrono alla formazione dei requisiti di partecipazione richiesti dai committenti".

Tale previsione legislativa, peraltro, è in piena continuità con il previgente art. 253 D.P.R. 207/2010 [...]

il parere [...] reso dall'ANAC [...] n. 209 del 19.12.2012, reso nella vigenza del precedente art. 253 D.P.R. 207/2010, ora abrogato

 

le considerazioni in esso contenute possono essere considerate ancora valide, poiché sul punto l'attuale normativa è stata emanata in completa continuità con la precedente, senza introdurre significative modifiche sul punto.

In tale parere l'ANAC, da un lato conferma che "...la norma continua a richiedere la presenza del giovane professionista senza pretendere che detto soggetto faccia formalmente parte del raggruppamento di professionisti..." e dall'altro precisa, facendo peraltro riferimento ad altri analoghi pareri resi in precedenza (84/2011 e 158/2012), che "...nelle procedure selettive volte all'affidamento di incarichi di progettazione, la presenza di un giovane professionista costituisce una condizione di ammissibilità alla gara; tuttavia la legge non richiede che questa presenza assuma la connotazione di una partecipazione in veste di socio del R.T.P. ma è sufficiente che essa si manifesti in un mero rapporto di collaborazione professionale o di dipendenza...".

L'Autorità Anticorruzione, inoltre, fa espresso riferimento ad un consolidato indirizzo giurisprudenziale, in base al quale "...è sufficiente che nella compagine del raggruppamento sia contemplata la presenza, con rapporto di collaborazione professionale o di dipendenza, di un professionista iscritto all'Albo da meno di cinque anni, senza la necessità che assuma anche responsabilità contrattuali (CdS, sez. V, n. 6437 del 24/10/2006)".

 

Fonte:

www.giustizia-amministrativa.it

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