Subappalto: quesito del Consiglio di Stato alla Corte UE

Federica Dascoli





Con l'ordinanza del Consiglio di Stato, sez VI, 11 giugno 2018, n. 3553, viene rimesso alla Corte di Gustizia Europea il seguente quesito interpretativo riferito all'art. 118 del vecchio Codice, invero sovrapponibile a quanto previsto dal 50/2016 in termini contenutistici:


"se i principi di libertà di stabilimento e di libera prestazione di servizi, di cui agli articoli 49 e 56 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea (TFUE), gli artt. 25 della Direttiva 2004/18 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 31 marzo 2004 e 71 della Direttiva 2014//24 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 26 febbraio 2014, che non contemplano limitazioni per quanto concerne la quota subappaltatrice ed il ribasso da applicare ai subappaltatori, nonché il principio eurounitario di proporzionalità, ostino all'applicazione di una normativa nazionale in materia di appalti pubblici, quale quella italiana contenuta nell'art. 118 commi 2 e 4 del decreto legislativo 12 aprile 2006 n. 163, secondo la quale il subappalto non può superare la quota del trenta per cento dell'importo complessivo del contratto e l'affidatario deve praticare, per le prestazioni affidate in subappalto, gli stessi prezzi unitari risultanti dall'aggiudicazione, con un ribasso non superiore al venti per cento".

Fonte:

www.giustizia-amministrativa.it

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