Offerta priva di ribasso... e l'attribuzione del punteggio?

Federica Dascoli






Un operatore ecomico ha presentato ricorso lamentandosi dell'errata attribuzione di un punteggio diverso dallo zero dato all'aggiudicataria in base alla sua offerta economica che non presentava alcun ribasso.

Il T.A.R. Friuli Venezia Giulia, Trieste, Sez. I, sentenza n. 131 pubblicata il 23 aprile 2018 ha chiarito che " non è assolutamente in discussione la possibilità di presentare offerte economiche prive di ribasso, ma solo le conseguenze che la Commissione ne ha fatto derivare in termini di punteggio, rectius l'uso che ha fatto in concreto della formula prevista dal disciplinare per l'attribuzione dei punteggi alle offerte economiche.

[...] la formula matematica prevista dal disciplinare per l'attribuzione dei punteggi alle offerte economiche non vive assolutamente di vita propria, ma va necessariamente letta e applicata alla luce del complessivo impianto di gara e delle regole per il suo svolgimento dettate dal bando e dal disciplinare, essendo mero strumento per il corretto e oggettivo calcolo di punteggi che proprio nel rispetto di tali regole vanno attributi.

[...] la formula va utilizzata per valorizzare, in termini di punteggio, quelle sole offerte che la legge di gara ha stabilito, a chiare lettere, che debbano essere valorizzate.

Un tanto si evince, infatti, agevolmente dalla piana lettura dell'art. 21.2 del disciplinare, laddove è espressamente previsto che l'attribuzione dei punteggi alle offerte economiche avviene sulla base del "ribasso sul costo del pasto a base di gara pari a 4,40 (iva esclusa)".

La Commissione ha obliterato, infatti, del tutto la circostanza che l'elemento da apprezzare in termini di punteggio era il "ribasso"(nel senso pacifico di prezzo ribassato) e ha illegittimamente utilizzato la formula a prescindere da tale pre-requisito essenziale, con l'aberrante risultato di valorizzare illegittimamente anche l'offerta economica di chi, come la controinteressata Ristorazione Ottavian, aveva offerto un prezzo pari a quello posto a base di gara, ritenendo, evidentemente, di essere competitiva esclusivamente sugli elementi qualitativi dell'offerta tecnica, ove, in effetti, è riuscita a conseguire il migliore punteggio.

Non era necessario, infatti, cambiare la formula o sostituire il prezzo col ribasso percentuale, né, tanto meno, impugnarla. Molto più banalmente la formula prevista dal disciplinare doveva essere semplicemente applicata in maniera corretta, tenendo conto che l'elemento meritevole di punteggio era solamente il ribasso sul prezzo a base di gara. Sicché, in assenza di ribasso, non era nemmeno necessario sforzarsi di calcolare alcun punteggio e dovevano essere attribuiti de plano"0" (zero) punti."

Fonte:

www.giustizia-amministrativa.it

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