Offerta economica in rialzo. E' ammissibile?

Federica Dascoli
T.A.R. Lombardia, Brescia, Sez. I, sentenza n. 503 pubblicata il 21 maggio 2018

La ricorrente ha presentato ricorso al Tar contro il provvedimento di aggiudicazione di una procedura ristretta per la fornitura di sistemi diagnostici, impugnando la mancata esclusione dell'aggiudicatario che aveva presentato un'offerta economica maggiore alla base d'asta.

Ecco cosa ne pensa il Tar Brescia sulla questione: 

"La possibilità di presentare offerte economiche in rialzo, come ha fatto la controinteressata, è espressamente prevista dagli art. 7 e 10 del disciplinare, dove si precisa che la stazione appaltante si riserva la facoltà di non aggiudicare la fornitura in presenza di importi superiori alla base d'asta. Le offerte economiche in rialzo devono ritenersi legittime, in quanto nelle gare aggiudicate con il sistema dell'offerta economicamente più vantaggiosa il prezzo è solo uno degli elementi di valutazione (v. art. 83 del Dlgs. 163/2006; art. 95 del Dlgs. 18 aprile 2016 n. 50). Di conseguenza, il prezzo, pur potendo essere utilizzato dalla stazione appaltante come criterio escludente al di sopra di una certa soglia, rileva normalmente solo ai fini della ricerca del miglior rapporto qualità/prezzo.

Del resto, la qualità può giustificare un prezzo superiore alla base d'asta, particolarmente nei settori dove i concorrenti non possono incidere in modo significativo sul prezzo delle forniture a causa di accordi legati alla proprietà industriale. Si osserva, incidentalmente, che è piuttosto la parte del disciplinare dove viene riservata alla stazione appaltante la facoltà discrezionale di non aggiudicare la fornitura nel caso di offerte in rialzo a provocare dubbi di legittimità, trattandosi di una clausola eccessivamente generica.

La possibilità di presentare offerte economiche in rialzo rimane legittima anche se la formula di attribuzione del punteggio è costruita in modo lineare [nello specifico: 40x(importo più basso)/(importo offerto)], senza penalizzazioni più che proporzionali per gli importi che eccedono la base d'asta. L'inserimento di gradini potrebbe essere ragionevole qualora vi fosse un interesse a schiacciare il prezzo sacrificando alcuni aspetti qualitativi, ma è parimenti legittima la scelta di enfatizzare la qualità (ossia di ottenere i prodotti migliori sul mercato) lasciando ai concorrenti il rischio di eventuali esposizioni eccessive sul versante economico. In un contesto come quello sanitario, dove l'innovazione tecnologica è molto rapida, inseguita dal continuo aggiustamento dei prezzi, la rinuncia all'opzione dirigista, con la conseguente maggiore libertà per i concorrenti di combinare qualità e prezzo, appare ragionevole, in quanto la stazione appaltante non potrebbe verosimilmente disporre di tutte le informazioni necessarie per indirizzare verso soluzioni ottimali."

 

 

Fonte:

www.giustizia-amministrativa.it

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