La certificazione di qualità ISO 9001:2008 è equipollente alla ISO 9001:2015?

Federica Dascoli


Risposta negativa da parte del  Tar Campania, Napoli, sez. III, 12 giugno 2018, n. 3919.


L'operatore economico viene escluso per aver presentato come certificazione del possesso dei requisiti richiesti la Certificazione UNI EN ISO 9001:2008 equipollente a quella richiesta ed ancora valida ed efficace fino alla data del 15 settembre 2018. Il disciplinare prevedeva "come esclusivo il possesso della certificazione ISO 9001:2015, potrebbe determinare, secondo la ricorrente, una causa non immediatamente escludente dalla gara."

L'esclusione della ricorrente dalla gara si presenta come l'esito vincolato delle prescrizioni contenute nel relativo disciplinare, il quale annovera, tra i requisiti di cui i concorrenti devono essere in possesso a pena espressa di esclusione (art. 10, comma 1) dalla data di pubblicazione del bando di gara (art. 11, comma 5), anche quello «di essere in possesso di una valutazione di conformità del proprio sistema di gestione della qualità alla norma UNI EN ISO 9001:2015, in corso di validità, nel settore dell'accertamento e riscossione di tributi locali» (art. 11, co. 1, lett. c), precisando, subito appresso, che «la comprova del requisito è fornita mediante un certificato di conformità del sistema di gestione della qualità alla norma UNI EN ISO 9001:2015».

In questi termini il disciplinare è univoco nel richiedere che i concorrenti posseggano un sistema di gestione della qualità conforme al più recente aggiornamento della normativa UNI EN ISO 9001 e che lo dimostrino mediante la produzione del corrispondente certificato.

In alternativa, il disciplinare consente di dimostrare l'impiego di misure equivalenti, sufficienti a soddisfare il medesimo standard qualitativo, soltanto nei limiti in cui ciò è ammesso dall'art. 87 del d.lgs. n. 50/2016 (cfr. art. 11, co. 4, disciplinare: «al ricorrere delle condizioni di cui all'articolo 87, comma 1 del Codice, la stazione appaltante accetta anche altre prove relative all'impiego di misure equivalenti, valutando l'adeguatezza delle medesime agli standard sopra indicati»).

Sennonché, le condizioni fissate al riguardo dalla richiamata norma di legge sono rigorose e stringenti e nel caso dell'odierna ricorrente non vi è indizio del fatto, a dire il vero neppure prospettato in giudizio, che esse siano soddisfatte.

Infatti, in merito alla presentazione di certificati attestanti che l'operatore economico soddisfa determinate norme di garanzia della qualità, l'art. 87, comma 1, d.lgs. n. 50/2016 prevede che «le stazioni appaltanti ... ammettono parimenti altre prove relative all'impiego di misure equivalenti di garanzia della qualità, qualora gli operatori economici interessati non avessero la possibilità di ottenere tali certificati entro i termini richiesti per motivi non imputabili agli stessi operatori economici, a condizione che gli operatori economici dimostrino che le misure di garanzia della qualità proposte soddisfano le norme di garanzia della qualità richieste».

L'inciso «qualora gli operatori economici interessati non avessero la possibilità di ottenere tali certificati entro i termini richiesti per motivi non imputabili agli stessi operatori economici» restringe entro i ferrei limiti della indisponibilità non imputabile della certificazione la possibilità di comprovare altrimenti l'impiego di misure di garanzia della qualità equivalenti a quelle la cui dimostrazione è, anzitutto, affidata alla produzione in gara di una determinata certificazione di qualità (nella specie, conforme allo standard UNI EN ISO 9001:2015).

Pertanto, può in definitiva concludersi che nel caso in esame la lex specialis impone ai concorrenti il possesso della certificazione UNI EN ISO 9001:2015, non prevede equipollenti e consente loro la dimostrazione in via alternativa della soddisfazione di un analogo standard soltanto quando la via principale (l'ottenimento della certificazione prescritta) sia loro preclusa per ragioni che non siano agli stessi imputabili.

Essendo pacifico che la ricorrente non è in possesso della certificazione UNI EN ISO 9001:2015 e non essendo in discussione la possibilità che ne richiedesse e ottenesse tempestivamente il rilascio, l'esclusione dalla gara era esito scontato e, soprattutto, vincolato.

Ciò basta anche a riconoscere la sufficienza, sotto il contestato profilo motivazionale, del richiamo al difetto del requisito prescritto.

Per completezza di trattazione può peraltro aggiungersi, fermo restando la natura dirimente di quanto sinora detto, che non può fondatamente sostenersi che la certificazione UNI EN ISO 9001:2008, in possesso della ricorrente con scadenza 24 giugno 2018, sia equivalente (o equipollente) alla sua versione successiva UNI EN ISO 9001:2015.

La nuova revisione del 2015 della ISO 9001, recante la principale norma internazionale per la progettazione e l'implementazione di un Sistema di Gestione per la Qualità, comporta significative modifiche rispetto alla precedente versione del 2008, contemplando alcuni nuovi requisiti (Contesto dell'organizzazione, Rischi e opportunità, Parti interessate) da implementare e integrare negli SGQ esistenti. Al riguardo è prevista la necessità di effettuare la transizione alla nuova versione entro settembre del 2018; tuttavia nulla esclude, ovviamente, l'onere di allinearsi al nuovo standard, quando ciò sia richiesto, prima del termine finale, acquisendo la nuova certificazione, che viene rilasciata fin dal settembre 2015."


Fonte:

www.giustizia-amministrativa.it

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