L'importo indicato dall'offerente in relazione ai costi per la sicurezza ex art. 95, c. 10 del Codice è da ritenersi modificabile in sede di giustificazione dell'anomalia?

Federica Dascoli
In sede di offerta economica l'aggiudicataria aveva indicato i costi per la sicurezza aziendale secondo il citato art. 95 in euro 6.600,00 per due anni; al contrario nelle seconde giustificazioni del 20.4.2018, l'ammontare dei costi annuali per la sicurezza era evidenziato in euro 2.250,00 (cfr. il doc. 17 della ricorrente, pag. 2).

Tale diminuzione configura, a detta del ricorrente, una illegittima modifica dell'offerta economica, con conseguente illegittimità della determinazione dell'amministrazione che ha reputato congrue le giustificazioni dell'anomalia presentate dall'aggiudicataria.
Secondo il Collegio Il motivo è fondato, per le ragioni che seguono.

"Dapprima occorre richiamare l'orientamento giurisprudenziale – condiviso e fatto proprio dalla scrivente Sezione IV con le proprie recenti sentenze n. 1855/2018 e n. 1870/2018 – secondo cui l'indicazione degli oneri di sicurezza di cui all'art. 95 comma 10 costituisce "elemento indefettibile dell'offerta, la cui omissione ne determina l'incompletezza non sanabile attraverso il soccorso istruttorio...", posto ancora che "la disposizione configura un ineludibile obbligo legale...".

Ciò premesso, la drastica riduzione dell'importo degli oneri di sicurezza aziendali, così come effettuata in sede di giustificazioni in data 20.4.2018 (riduzione di circa un terzo), non appare ammissibile, considerato anche che, a fronte di tale evidente modifica dell'offerta economica, il responsabile unico del procedimento (RUP) della Fondazione non ha sollevato alcuna obiezione né ha chiesto neppure spiegazioni, limitandosi invece, nella sua nota del 26.4.2018, ad affermare laconicamente che l'offerente avrebbe dimostrato l'attendibilità della propria offerta economica (cfr. il doc. 6 della ricorrente).

Di fronte a tale circostanza, il richiamo alla giurisprudenza amministrativa sulla discrezionalità tecnica di cui gode la stazione appaltante in sede di verifica dell'anomalia non appare pertinente, né assume rilevanza il fatto che la Fondazione avrebbe svolto una verifica di anomalia c.d. facoltativa, così come previsto dall'art. 97 comma 6 del codice dei contratti pubblici, giacché soltanto l'offerta tecnica dell'aggiudicataria e non quella economica superava la soglia dei quattro quinti dei punti massimi previsti dal bando (cfr. il doc. 5 della ricorrente, pag. 3).

La facoltatività della verifica non esclude infatti che l'amministrazione debba in ogni modo procedere nello scrupoloso rispetto delle regole di buona amministrazione, censurando così gli evidenti errori contenuti nell'offerta dei partecipanti o nelle loro giustificazioni".

Per completezza si precisa che verosimilmente i Tribunali Toscano e Veneto sarebbero giunti ad una diversa conclusione... Cfr. questo articolo per i dettagli.

Il fuoco giuridico è ad ogni modo collegato alla posizione sposata dai diversi Collegi in relazione all'annosa diatriba relativa all'omessa indicazione degli oneri di cui all'art. 95, decimo comma del Codice (manodopera e sicurezza).

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