Interessante analisi sul principio dell'Offerta Economicamente più vantaggiosa

Federica Dascoli

T.A.R. Liguria, Genova, Sez. I, sentenza n.  198 pubblicata il 28 febbraio 2018 propone un interessante analisi multidisciplinare sul Principio dell'offerta economicamente più vantaggiosa.


"[...]studiosi di differenti discipline hanno affinato i concetti relativamente all'applicazione concreta del principio dell'offerta economicamente più vantaggiosa.

In matematica si sono discusse le questioni originate soprattutto dalla precisione e dall'affidabilità della modalità del metodo noto come interpolazione lineare, uno strumento messo a punto allorché era necessario calcolare con precisione i valori di una funzione nell'intervallo tra due punti noti della curva che descrive la funzione stessa. La possibilità di avvalersi di strumenti di calcolo più potenti che è sorta in questi decenni ha ridotto la necessità di elaborare nuove soluzioni in tal senso, ma le metodologie sin qui acquisite si sono affinate ed hanno offerto nuove possibilità operative fatte proprie da altre discipline.

[...]  lo sdoppiamento così occorso nello sviluppo degli studi di economia pubblica ha portato ad avvalersi delle nozioni da tempo in uso in matematica per meglio sovvenire alle necessità della gestione più sorvegliata spesa pubblica: in tal senso l'empirismo mostrato dai matematici è stato utilizzato per verificare la validità o la versatilità delle diverse formule che questi ultimi avevano elaborato nel tempo.

La presente lite è emblematica al riguardo, innanzitutto perché la documentazione prodotta dalle parti, e particolarmente quella proveniente dalle autorità sui contratti prima e anticorruzione poi, chiarisce quale sia la metodologia di analisi e di decisione che deve essere adottata nelle selezioni come quella di che si tratta.

La problematica principale è infatti quella relativa al peso da attribuire ai diversi parametri scelti dal banditore nell'esplicazione della sua autonomia, posto che le numerose opzioni ammesse dal metodo dell'offerta economicamente più favorevole oscillano in prima battuta sulla preminenza da riconoscere all'elemento quantitativo e a quello qualitativo.

A questo riguardo le elaborazioni dei matematici e quelle degli studiosi di economia finanziaria hanno apportato contributi inusuali per il settore giuridico, posto che l'affinamento delle metodologie in uso per la redazione dei bandi di gara si è avvalso dei risultati ottenuti in precedenti simulazioni per meglio orientare le formule da applicare per attribuire i punteggi, a seconda che la stazione appaltante fosse più interessata alla prevalenza dell'elemento prezzo o alla qualità della proposta negoziale.

Questo è infatti il punto intorno al quale ruota la vicenda contenziosa, posto che l'eventuale necessità di una seconda parametrazione al massimo punteggio della sommatoria dei dati derivanti dalla prima e incontestata aggregazione dei valori assegnati dai commissari riguarda la scelta operata dal soggetto banditore di ridurre percentualmente il peso dell'elemento quantitativo (prezzo o ribasso. Punto B del motivo dedotto) rispetto alla valutazione da attribuire alla qualità dell'opera oggetto della proposta negoziale.

La risposta che compete a questa sede deve derivare dalla legge di gara, e può essere influenzata dall'eventuale impugnazione del bando o delle norme da esso richiamate."




Fonte:

www.giustizia-amministrativa.it

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