Il Consiglio di stato conferma la sua interpretazione sul calcolo della soglia di nomalia

Federica Dascoli

La ricorrente aveva contestato la corretta applicazione del criterio di aggiudicazione di cui all'art. 97, comma 2, lett. b), del d.lgs. n. 50/2016, poiché la soglia di anomalia fu stata calcolata sulla base della media dei ribassi offerti residuati dopo il c.d. "taglio delle ali" e decrementando tale media percentualmente del valore corrispondente alla prima cifra dopo la virgola della somma dei ribassi offerti dai soli concorrenti individuati dopo il taglio delle ali. Il procedimento corretto, invece, avrebbe dovuto tener conto della somma dei ribassi offerti da "tutti" i concorrenti "ammessi".

Il Tar Veneto, Venezia, sez. I, 22 febbraio 2018, n. 215 convenne con la prospettazione della ricorrente ed accolse il ricorso.

Il Consiglio di Stato, sez. V, 17 maggio 2018, n. 2959 non conviene invece con il Tar veneziano, e conferma il proprio orientamento già espresso con la propria sentenza Consiglio di Stato, sez. V, 23 gennaio 2018, n. 435

Ritiene il Collegio che "il modus procedendi va così ricostruito:

  1. escludere il 10 % (arrotondato all'unità superiore) delle offerte di maggior ribasso e altrettante di quelle di minor ribasso (cd. taglio delle ali);
  2. effettuato il taglio delle ali, sommare i ribassi rimasti, indi calcolarne la media aritmetica;
  3. se la prima cifra dopo la virgola della somma suddetta è una cifra pari, oppure è zero, la media resta invariata; se è dispari, allora la media viene diminuita di una percentuale pari a tale cifra.

In pratica, per il calcolo della media aritmetica non vanno considerate le offerte previamente escluse in virtù del taglio delle ali, come correttamente aveva fatto la Regione appellante nel corso della procedura di gara.

Non può infatti condividersi la diversa interpretazione propugnata nella sentenza appellata, non ravvisandosi valide ragioni per cui, una volta eliminate alcune offerte dal criterio di calcolo, le stesse possano successivamente rientrare a farne parte.

Non pare infatti che il legislatore abbia inteso applicare il calcolo della media limitatamente ai ribassi ammessi dopo il taglio delle ali per poi successivamente calcolare, all'opposto, la somma dei ribassi prendendo in considerazione tutti i ribassi originali, seppur già esclusi.

Del resto, già il richiamato precedente di Cons. Stato, VI, n. 4803 del 2017, n. 4803 aveva evidenziato che la logica del taglio delle ali è tale per cui la presunzione su cui si basa è di ordine generale, tale cioè da non soffrire eccezioni o intermittenze nello sviluppo logico ed aritmetico della determinazione della soglia di anomalia, sicché un metodo di calcolo che la prendesse in considerazione ai fini della prima operazione, ma la escludesse dalla seconda, sarebbe intrinsecamente contraddittorio.

Da un lato, infatti, ai fini della prima e principale operazione (la determinazione della media aritmetica dei ribassi percentuali di tutte le offerte ammesse), essa escluderebbe tali offerte a causa di questa presunzione; ma poi, ai fini della operazione di correttivo (la determinazione dello scarto medio aritmetico dei ribassi percentuali che superino la predetta media) le recupererebbe facendole partecipare a pieno titolo al calcolo stesso del correttivo.

Un tale effetto sarebbe irragionevolmente contraddittorio, poiché farebbe perno su due giudizi di valore giuridico tra loro antitetici e incompatibili e, dunque, comprometterebbe la stessa ragion d'essere del primo accantonamento, peraltro indubitabilmente voluta dalla legge".


Fonte:
www.giustizia-amministrativa.it
www.giurisprudenzappalti.it

 

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