Esclusione a seguito di voci incogruenti

Federica Dascoli
T.A.R. Veneto, Venezia, Sez. I, sentenza n. 318 pubblicata il 21 marzo 2018

L'operatore economico escluso si è rivolto al TAR per avere chiarezza sulla legittimità o meno del provvedimento di esclusione in quanto "contrariamente agli insegnamenti giurisprudenziali in materia, secondo i quali l'esclusione dalla gara dell'offerente per l'anomalia della sua offerta deve conseguire ad una valutazione, operata dall'Amministrazione appaltante, di complessiva inadeguatezza dell'offerta, nel caso di specie, la valutazione di congruità era stata condotta con riferimento solo ad alcune singole voci di prezzo, dal cui esame era stato fatto derivare un giudizio di incongruità dell'offerta complessiva.

[...] in via generale, che, per principio giurisprudenziale pacifico (ex multis, Consiglio di Stato, sez. III, 13 settembre 2017, n. 4336) il procedimento di verifica dell'anomalia dell'offerta non ha carattere sanzionatorio e non ha per oggetto la ricerca di specifiche e singole inesattezze dell'offerta economica, mirando piuttosto ad accertare in concreto che quest'ultima, nel suo complesso, sia attendibile ed affidabile in relazione alla corretta esecuzione dell'appalto. Esso mira quindi a garantire e tutelare l'interesse pubblico concretamente perseguito dall'Amministrazione attraverso la procedura di gara alla scelta del miglior contraente possibile ai fini dell'esecuzione dell'appalto, così che l'esclusione dalla gara dell'offerente per l'anomalia della sua offerta è l'effetto della valutazione (operata dall'Amministrazione appaltante) di complessiva inadeguatezza della stessa rispetto al fine da raggiungere.

Peraltro, pur avendo il giudizio che conclude il sub procedimento di verifica delle offerte anomale (di per sé insindacabile, salva l'ipotesi in cui le valutazioni ad esso sottese non risultino abnormi o manifestamente illogiche o affette da errori di fatto), natura globale e sintetica sulla serietà o meno dell'offerta nel suo insieme, ciò non toglie che tale giudizio possa essere la conseguenza dell'analisi delle singole voci di costo presentate e delle relative giustificazioni.

Venendo al caso in esame, si osserva che la valutazione della commissione formata dal Presidente di gara e dal RUP, pur effettuata attraverso l'analisi di singole voci, ha avuto ad oggetto l'offerta nella sua globalità; tale metodologia valutativa non è preclusa alla stazione appaltante e non contrasta con i principi giurisprudenziali sopra richiamati e pure ampiamente citati nel ricorso introduttivo, se è finalizzata, come nella fattispecie, ad accertare che l'offerta sia stata formulata consapevolmente e che essa sia complessivamente seria e attendibile.

Ebbene, nel caso in esame, il Presidente e il RUP, partendo dalla constatazione di un ribasso di particolare entità (pari al 43,2%), hanno svolto contestazioni puntuali e circostanziate su ogni singola voce ritenuta sottostimata, ancorando le proprie valutazioni a dati oggettivi e verificabili (prezziari comunali o provinciali, prezzi di mercato), i quali, unitamente alla considerazione degli elementi quantitativi-prestazionali posti a base di gara, hanno indotto l'Amministrazione a valutare l'offerta, nel suo complesso, non seria né attendibile.

[...]  le osservazioni della commissione di valutazione in ordine ai prezzi di cui alle sopra indicate lettere da a) ad e) non sono state superate da specifiche controdeduzioni delle odierni ricorrenti, tese a dimostrare la possibilità di avvalersi di condizioni di mercato particolarmente favorevoli, e ciò né nell'ambito del procedimento di verifica né all'interno del presente giudizio."



Fonte:

www.giustizia-amministrativa.it

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