Contratti misti: serve l'attestazione Soa

Federica Dascoli



In un contratto misto di manutenzione di immobili è necessaria l'attestazione Soa per partecipare alla gara anche se i lavori hanno carattere accessorio rispetto alle altre prestazioni (servizi e forniture), a condizione che gli interventi determino un quid novi. È quanto ha precisato l'Anac con la deliberazione del 5 settembre 2018 n.756, affrontando una fattispecie inerente all'affidamento di un contratto di manutenzione di immobili avente ad oggetto sia servizi che lavori (nella specie, opere straordinarie di manutenzione) qualificato come appalto di servizi, senza richiesta di attestazione Soa, società organismo di attestazione.

 

L'Autorità, in premessa, ha ricordato come la tipologia dei requisiti da richiedere ai fini della partecipazione va valutata con riferimento alle attività oggetto del contratto. In caso di contratto misto, nel quale coesistono due o più tipi di prestazioni, l'operatore economico deve possedere i requisiti di qualificazione e capacità prescritti dal dlgs n. 50/2016 per ciascuna prestazione di lavori, servizi, forniture prevista dal contratto. È quanto prevede in particolare, l'articolo 28, comma 1, del codice dei contratti pubblici.

 

Venendo al caso di appalti per l'affidamento della manutenzione degli immobili, il parere Anac rammenta che nelle linee guida sull'affidamento dei servizi di manutenzione degli immobili (Determinazione n.7 del 28 aprile 2015) era stato recepito l'orientamento di giurisprudenza e della stessa Autorità per cui «qualora tra le prestazioni del bando siano previste, sia pure a carattere accessorio, attività qualificate come lavori, il concorrente deve possedere, oltre ai requisiti previsti per i servizi, anche la qualificazione per i lavori per la categoria e l'importo corrispondente alle lavorazioni oggetto dell'appalto». In passato, infatti, la distinzione tra servizi (di manutenzione) e lavori (di manutenzione) è stata oggetto di una intensa attività interpretativa con la conseguenza che, ha detto l'Anac, «il concetto di manutenzione rientra nell'ambito dei lavori pubblici qualora l'attività dell'appaltatore comporti un'azione prevalente ed essenziale di modificazione della realtà fisica (c.d. quid novi) che prevede l'utilizzazione, la manipolazione e l'installazione di materiali aggiuntivi e sostitutivi non inconsistenti sul piano strutturale e funzionale».

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Fonte:
www.italiaoggi.it

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