Codice Appalti: per Cantone un decreto per modificarlo

Federica Dascoli






"Secondo le voci che circolano, le intenzioni del Governo sono di approvare entro la fine dell'anno un decreto con 3-4 modifiche al Codice degli Appalti". Lo ha detto il presidente dell'Anac, Raffaele Cantone, nel corso di un convegno organizzato mercoledì dall'UGL.

 
Codice Appalti, prime modifiche entro dicembre

Il decreto legge - ha spiegato Cantone - introdurrebbe un ampliamento del massimo ribasso, con meccanismi più corretti, individuando non più di tre soglie; ridurrebbe e razionalizzerebbe le cause di esclusione "che in questo momento rappresentano il problema maggiore per gli appalti".
 
E poi l'appalto integrato: "tornare all'appalto integrato - ha detto il presidente Anac -  credo sia suicida, rappresentava un sistema nel quale di fatto si davano tutte le chiavi all'impresa mentre la responsabilità deve rimanere alla stazione appaltante". Ci sarà "un intervento per la semplificazione delle progettazioni".
 
Con questo orientamento concorda l'Oice, l'Associazione delle società di ingegneria e di architettura: "condividiamo in toto quanto affermato dal presidente Cantone sull'appalto integrato, strumento che l'esperienza ha dimostrato che non ha evitato contenziosi e riserve, non ha accelerato un bel nulla e che, se ripristinato, avrebbe solo l'effetto di mettere i progettisti in una posizione subordinata rispetto alle imprese".
 
Audito in Senato nell'ambito dell'indagine conoscitiva sull'applicazione del Codice, il presidente di Oice, Gabriele Scicolone, si è soffermato su alcuni capisaldi del Codice che occorre preservare, a partire dalla separazione fra progettazione e costruzione e centralità del progetto esecutivo, con un netto no al ritorno dell'appalto integrato.
 
Codice Appalti, Cantone: 'riaprire la legge delega'

Dopo il decreto, secondo Cantone, va riaperta la legge delega, evitando di riscrivere il Codice ex novo. Tra gli aspetti da rivedere c'è la fase esecutiva: "facciamo un regolamento perché abbiamo capito che gli enti locali non vogliono decidere, non vogliono capacità discrezionale, vogliono sapere cosa devono fare" - ha spiegato il presidente dell'Anac.
 
"Bisogna assolutamente evitare che ci metta mano il legislatore ordinario, questa non può essere materia di competenza del Parlamento". Il Codice deve essere "materia dei tecnici e, infatti, uno dei problemi è che questo Codice è stato fatto pochissimo dai tecnici e si vede" - ha detto Cantone.

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Fonte:

Redazione Synetich

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