BIM, i vantaggi per progettisti e committenti

Federica Dascoli

Progettazione BIM: da una visione 2D ad una visione nD

La tecnologia BIM migliora il metodo di lavoro di un progettista: mentre con il modello CAD la progettazione e l'ideazione del progetto partivano da un disegno 2D (solo in un secondo momento si sviluppavano le viste 3D e le analisi prestazionali) con il BIM il modello è generato in un "3D parametrico" da cui possono discendere automaticamente una serie di informazioni come viste 2D, prospetti, sezioni ma anche computi metrici e verifiche delle interferenze.
 
Com'è ormai noto, il disegno grafico non contiene più solo informazioni geometriche ma anche dati prestazionali che permettono all'ambiente costruito di essere considerato come una grande raccolta di oggetti interconnessi. Pensiamo alla progettazione di una stanza delimitata da muri: mentre nella progettazione CAD è possibile assegnare solo informazioni geometriche, in un progetto BIM i quattro muri entrano in relazione tra di loro e con gli altri elementi della stanza (pareti e soffitti).
 
In quest'ottica, il progettista può estrarre informazioni con un click sullo spazio annesso o contenuto (come volume della stanza, superficie, analisi dell'energia e delle emissioni ecc). 

 
Anche gli oggetti utilizzati nel BIM sono "smart", in altre parole arricchiti da attributi che consentono di memorizzare informazioni utili sull'oggetto. Queste caratteristiche parametriche consentono una certa automazione nel processo di modellazione e permettono al modello BIM di aggiornarsi al variare del contesto.
 
Il progettista, quindi, risparmia molto tempo quando deve modificare il progetto: grazie alle interconnessioni presenti tra le parti il file si aggiorna automaticamente in conseguenza delle correzioni.

In più, attraverso la 'clash detection' il progettista è in grado di verificare in ogni momento le possibili interferenze, evitando che si verifichino in cantiere. 

Tale funzione (impossibile quando si utilizzano le normali tavole progettuali) è utile sia al progettista che all'ente appaltante: attraverso delle simulazioni è possibile visualizzare come sarà il cantiere in ogni fase di costruzione, migliorando il flusso di lavoro e riducendo gli errori grossolani. 

 

BIM: vantaggi del "concept design"

Come la progettazione CAD, anche la progettazione BIM può avvenire per livelli di dettaglio o obiettivi di lavoro. Spesso si pensa, erroneamente, che un elaborato BIM debba essere dall'inizio completo di tutte le informazioni geometriche e alfanumeriche; tuttavia in una fase iniziale (definita concept design) il progettista può informatizzare solo le porzioni interessate dall'intervento costruttivo.
 
Ad esempio, nella ristrutturazione di una facciata di un manufatto non è necessario che il progettista realizzi il modello di tutto l'edificio (interni, spazi comuni ecc) ma è sufficiente dettagliare graficamente e informatizzare solo le parti interessate. Il modello realizzato, comunque, permetterà l'implementazione dei dati mancanti in un momento successivo.
 
La fase di "concept design" permette anche di direzionare al meglio la scelte progettuali prima di sviluppare pienamente la progettazione tecnica di maggior dettaglio; il progettista (o il committente) crea un modello fatto da masse e lo sottopone a verifiche preliminari (come la verifica dei dati urbanistici, energetici, di sostenibilità economica o sostenibilità ambientale ecc).



Poiché il modello di masse è un "organismo semplificato", in caso di esito negativo delle verifiche, potrà essere modificato velocemente prima di scendere ad un livello più dettagliato. Ciò porta vantaggi anche alle stazioni appaltanti che possono verificare, in fase preliminare, la sostenibilità economica di un progetto da porre a base di gara.

Ad esempio, il modello di massa di un edificio può essere utilizzato per calcolare la superficie di pavimento, il perimetro a ogni piano dell'edificio, il volume degli spazi interni e l'area superficiale dell'involucro; inoltre il calcolo di questi parametri è utile per definire la programmazione degli spazi, l'analisi energetica (anche in base all'irraggiamento e alla ventilazione) la selezione del sistema strutturale ecc.
 

Lo sviluppo del progetto BIM

Il modello di concept è il punto di partenza per la progettazione vera e propria che avverrà attraverso la cooperazione di un team con diverse figure professionali (architetto o ingegnere, strutturista, impiantista, agronomo-forestale, geologo ecc).
 
Grazie all'interoperabilità BIM, le modifiche apportate da ogni attore del processo avvengono in tempo reale e permettono di identificare e risolvere le questioni e i problemi costruttivi con rapidità.
 
In più, in un progetto BIM sarà possibile predisporre le fasi e le sequenze costruttive quasi automaticamente con sistemi di clash detection e il coordinamento in cantiere.

Ciò è utile sia per il libero professionista (che spesso si trova a coordinare le attività di cantiere come responsabile della sicurezza o direttore lavori) sia per il RUP che potrà avere tutto sotto controllo ancor prima di entrare in cantiere. 

 

Il BIM per la gestione del patrimonio esistente

A differenza di una tavola CAD, che esaurisce i suoi benefici con il collaudo dell'opera, un progetto BIM non smette di essere valido anche dopo la consegna dell'opera ma accompagna la costruzione per tutto il suo ciclo di vita.

In questo modo il committente dell'opera (spesso gli enti locali) avrà un quadro completo per la gestione e la manutenzione dei cespiti. Sarà possibile anche informatizzare e tenere sotto controllo le condizioni dell'involucro edilizio, degli impianti e degli arredi.

In un modello BIM in cui sono stati inseriti degli attributi relativi alla durabilità dei materiali, è possibile, attraverso l'uso di software per il Facility Managment, predisporre l'invio di una segnalazione automatica per la sostituzione dei materiali obsoleti alla fine della loro vita utile. In quest'ottica risulta fondamentale da parte dei produttori realizzare librerie BIM dei prodotti che i progettisti possono utilizzare per implementare i loro progetti. 

 

Il BIM e le nuove professioni

Il BIM, pur permettendo l'efficientamento, la velocizzazione e l'automazione di alcune funzionalità, dovrà essere coordinato costantemente dai progettisti che vedranno aumentare le possibilità di lavoro.

Il BIM sta permettendo la nascita di nuove professioni e servizi che comportano anche responsabilità legate alla raccolta, memorizzazione, modifica, gestione, estrapolazione e utilizzo delle informazioni digitalizzate. Per gestire in modo efficace tutti i dati scambiati e utilizzati, occorre ci sia una chiara definizione dei ruoli e delle responsabilità dei soggetti coinvolti nel processo BIM.

Sono 3 i macroruoli che trovano riscontro nella letteratura accademica e professionale in tutto il mondo:
BIM Specialist;
- BIM Coordinator;
BIM Manager.

La figura del BIM SPECIALIST deve saper utilizzare il software per la realizzazione di un progetto BIM secondo la propria competenza (architettonica, strutturale, impiantistica, ambientale ed infrastrutturale) ed è in grado di comprendere ed utilizzare la documentazione tecnica ed operativa aziendale per la produzione degli elaborati e dei modelli e può ricoprire anche il ruolo di 'modellatore delle informazioni'.

La figura del BIM COORDINATOR generalmente deve saper gestire e coordinare progetti BIM multidisciplinari, aggiornando la documentazione tecnica ed operativa della commessa per la produzione degli elaborati e dei modelli e coordina i contenuti informativi dei modelli lavorando in stretta collaborazione con i BIM MANAGER. 

Il BIM MANAGER è una figura trasversale che deve saper gestire e coordinare progetti BIM multidisciplinari e le attività di redazione, controllo e gestione del progetto BIM. Deve, inoltre, lavorare in stretta collaborazione con il Project Manager e definire i contenuti informativi ed i livelli di dettaglio dei modelli, degli elaborati e degli oggetti dei modelli grafici.



Fonte: (Edilportale.com)

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