Appalti, lecita la sanzione per documentazione irregolare

Federica Dascoli
La normativa dell'Unione sugli appalti pubblici prevede le modalità con cui l'impresa offerente può sanare gli errori o le incompletezze delle informazioni o dei documenti da lei stessa forniti all'amministrazione in vista della partecipazione alla selezione. Tra queste modalità non è previsto alcun onere finanziario.

Il diritto italiano prevedeva, invece, sino al 20 maggio 2017, che l'impresa offerente potesse procedere a tale "sanatoria" versando una sanzione pecuniaria pari a un importo fisso, determinato dall'amministrazione in misura non inferiore all'uno per mille e non superiore all'uno per cento del valore della gara e comunque non superiore a 50mila euro, il cui versamento (era) garantito dalla cauzione provvisoria ("soccorso istruttorio con efficacia sanante").

Nel gennaio 2016, la Società centostazioni Spa, che fa parte del gruppo Ferrovie dello Stato italiane Spa, ha avviato, come stazione appaltante, una gara d'appalto per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle stazioni ferroviarie e per la somministrazione di energia alle medesime, del valore stimato di oltre 170 milioni di euro.

La Società Centostazioni ha ritenuto che la documentazione consegnata dal raggruppamento temporaneo di imprese rappresentato dalla Mati. Sud Spa presentasse alcune irregolarità sostanziali.

Ha quindi invitato l'offerente a procedere a sanatoria, applicando la sanzione di 35mila euro, eseguibile mediante escussione della garanzia in precedenza presentata da Mati. Sud.

In altra vicenda, nell'ottobre 2014, l'Associazione cassa nazionale di previdenza e assistenza in favore dei ragionieri e periti commerciali (Cnpr) ha avviato una gara d'appalto al fine di redigere un accordo quadro per la nomina di cinque gestori del suo portafoglio mobiliare.

L'Associazione predetta, ente aggiudicatore, ha osservato che la documentazione presentata dall'offerente Duemme Sgr Spa presentava irregolarità sostanziali. Ha quindi chiesto alla Duemme di sanarle, imponendole, contemporaneamente, una sanzione di 50mila euro, se del caso mediante escussione della garanzia precedentemente presentata dalla Duemme.

Ma.t.i. Sud e Duemme hanno rispettivamente proposto un ricorso davanti al Tar Lazio, il quale, in entrambe le cause, ha chiesto in via pregiudiziale alla Corte di giustizia se la normativa italiana sul "soccorso istruttorio" sia compatibile con la direttiva appalti e con i principii di massima apertura del mercato alla concorrenza e di proporzionalità.

In particolare, il Tar Lazio chiede se sia compatibile con il diritto dell'Unione la previsione di una sanzione pecuniaria quale presupposto per poter effettuare la sanatoria. Inoltre, ove tale sanzione sia ritenuta astrattamente ammissibile, il Tar Lazio chiede se sia legittimo prevederla in modo fisso e predeterminato per qualsiasi tipo di errore o incompletezza, senza poterla graduare in rapporto alla situazione concreta da disciplinare e alla gravità dell'irregolarità sanabile.

Nella sua sentenza odierna, la Corte stabilisce che il diritto dell'Unione non osta a che l'ente aggiudicatore, in caso di irregolarità sostanziali dell'offerta presentata da un'impresa partecipante ad una gara per un appalto pubblico, possa invitare tale impresa a regolarizzare l'offerta pagando una sanzione, purché sia rispettato il principio di proporzionalità tra l'entità della sanzione e l'irregolarità da sanare, ciò che il giudice nazionale (in questo caso il Tar Lazio) dovrà verificare.

Tuttavia, la Corte dichiara che il diritto dell'Unione osta a che l'ente aggiudicatore possa chiedere all'impresa di regolarizzare, dietro pagamento di una sanzione, l'omesso deposito di un documento, quando proprio tale omesso deposito comporta, per espressa previsione delle regole dell'appalto, l'esclusione dell'offerente dalla gara.

Inoltre, il diritto dell'Unione osta a che l'ente aggiudicatore possa chiedere all'impresa di correggere o modificare l'offerta, quando le correzioni o modificazioni sarebbero in realtà tali da costituire la presentazione di una nuova offerta.

Fonte: (Ilsole24ore.it)


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