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Tutto lo scibile sulle casseforme: manutenzione e normativa

Synetich Srl

 

L'art. 112 del D.Lgs. 81/2008, per scongiurare infortuni nei cantieri, stabilisce che le opere provvisionali debbano “essere allestite con buon materiale ed a regola d'arte, proporzionate ed idonee allo scopo; esse devono essere conservate in efficienza per la intera durata del lavoro”. Un esempio di attrezzatura provvisionale sono le casseforme che vengono utilizzate sia per il contenimento del calcestruzzo durante il getto, sia per conferire allo stesso la forma desiderata. Se volessimo tracciare una sorta di linea evolutiva delle attrezzature in questione, nel corso degli anni sono passate dall'essere “costituite per lo più da tavole in legno messe in opera in cantiere senza la redazione di calcoli e/o disegni, a sistemi composti da sottosistemi, componenti ed elementi specificatamente progettati e assemblati in cantiere”. Le caratteristiche, e i benefici, delle casseforme appena enunciate, sono contenute nel documento “Casseforme”, un Quaderno Tecnico per i cantieri temporanei o mobili” realizzato dal Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici dell'Inail e pubblicato a luglio.  

 
Il decreto 81/2008: gli articoli 142,143,144 e 145 e le casseforme

Nel Quaderno Tecnico “Casseforme”, redatto da Luca Rossi, Francesca Maria Fabiani e Davide Geoffrey Svampa, gli autori trattano di alcuni riferimenti specifici all'uso delle casseforme e delle armature nei cantieri, presenti in alcuni articoli del D.Lgs. 81/2008. L'articolo 142 è dedicato alle armature e le distingue, fondamentalmente, in due tipologie: quelle “ordinarie” e quelle per le grandi opere.
Quelle appartenenti al primo insieme sono definite come “armature provvisorie per la esecuzione di manufatti, quali archi, volte, architravi, piattabande, solai, scale e di qualsiasi altra opera sporgente dal muro, in cemento armato o in muratura di ogni genere, devono essere costruite in modo da assicurare, in ogni fase del lavoro, la necessaria solidità e con modalità tali da consentire, a getto o costruzione ultimata, il loro progressivo abbassamento e disarmo”. Quelli del secondo, invece, sono “le armature provvisorie per grandi opere, come centine per ponti ad arco, per coperture ad ampia luce e simili, che non rientrino negli schemi di uso corrente, devono essere eseguite su progetto redatto da un ingegnere o architetto, corredato dai relativi calcoli di stabilità”.  

Passando ai due articoli successivi, il 143 e il 144, trattano, rispettivamente, della posa delle armature e delle centine e della resistenza delle armature: nei due contenuti normativi è specificato che le armature devono poter sopportare in sicurezza il peso esercitato dalle strutture, delle persone e di eventuali sovraccarichi, senza tralasciare le vibrazioni causate dalle sollecitazioni dinamiche durante l'esecuzione dei lavori e quelle prodotte dalla pressione esercitata da eventi atmosferici quali vento e acqua. Infine, il carico al piede dei puntelli di sostegno deve essere distribuito in modo da evitare perdite di stabilità ed equilibrio.
L'articolo 145 ha, invece, il focus incentrato sul disarmo delle armature provvisorie, che deve essere effettuato con cautela dai lavoratori; questi ultimi, inoltre, devono aver ricevuto una formazione adeguata e mirata per lo svolgimento delle operazioni previste sotto la diretta sorveglianza del capo cantiere e a seguito dell'autorizzazione del direttore dei lavori. Inoltre, il contenuto normativo divieta il disarmo di qualsiasi tipo di armatura di sostegno quando presenti carichi accidentali e temporanei. Infine, per quanto riguarda il disarmo delle armature delle opere in calcestruzzo, queste “devono essere adottate le misure precauzionali previste dalle norme per la esecuzione delle opere in conglomerato cementizio”.

 
Verifiche e manutenzione delle casseforme: guida all'uso

Il Quaderno tecnico si dimostra essere un documento “completo” in quanto contiene indicazioni per tutto il processo: oltre a fornire indicazioni per la scelta, il montaggio, l'uso, la trasformazione e lo smontaggio delle casseforme, contiene anche utili informazioni per le fasi di verifica e manutenzione. Il manuale di uso e manutenzione deve contenere indicazioni inerenti alle verifiche da effettuare sulla cassaforma, munita di ogni suo componente e/o elemento, modalità di movimentazione, trasporto e deposito, parametri per la valutazione del danno e procedimenti da seguire per la sostituzione o riparazione degli elementi compromessi. Infine, si precisa che il controllo e la manutenzione devono essere eseguiti solo ed esclusivamente da parte del personale qualificato.

In merito alle verifiche da effettuare per la superficie a contatto con il calcestruzzo è opportuno controllare:

  • la condizione dei fori;

  • il distacco dello strato superficiale;

  • ammaccature, abrasioni, incisioni e rigature;

  • la planarità e le deformazioni permanenti;

  • il degrado del materiale che, per esempio, può essere arrecato da corrosione e danni per esposizione ai raggi UV;

  • la rottura dei collegamenti quali saldature e bullonature;

  • deterioramenti dovuti a fonti di calore e/o saldature;

  • pasta cementizia non rimovibile.

 

Invece, per gli elementi resistenti, di vincolo, di stabilizzazione, di connessione bisogna esaminare:

  • eventuali rotture e/o lesioni;

  • ammaccature;

  • deformazione immutabile;

  • la diminuzione di resistenza dovuta a fonti di calore o saldature;

  • l'otturazione dei fori destinati all'alloggiamento degli elementi di vincolo;

  • la perdita di funzionalità nella regolazione e nel fissaggio, per esempio;

  • il degrado del materiale che, per esempio, può essere arrecato da corrosione e danni per esposizione ai raggi UV; 

  • la rottura e/o il distacco dei collegamenti come, per esempio, saldature e bullonature.  

 

Il controllo degli accessori di sollevamento è composto dalla verifica di:

  • presenza di rotture e/o crepe;

  • presenza di ammaccamenti;

  • presenza di deformazione permanente;

  • perdita di funzionalità;

  • presenza della marcatura prevista dalla legislazione;

  • eventuale manomissione;

  • il degrado del materiale che, per esempio, può essere arrecato da corrosione e danni per esposizione ai raggi UV;

  • rottura e/o separazione dei collegamenti.

 

Infine, per l'esamina delle attrezzature di servizio, di protezione e di accesso occorre verificare:

  • la presenza di rotture o deterioramenti;

  • l'esistenza di ammaccature;

  • la deformazione definitiva;

  • la perdita di funzionalità;

  • il degrado del materiale che, per esempio, può essere arrecato da corrosione e danni per esposizione ai raggi UV;

  • la rottura e/o il distacco dei collegamenti (per esempio saldature, bullonature). 

 

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