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L'ANTICIPAZIONE DEL PREZZO nel caso di Raggruppamento Temporaneo di imprese

Avv. Donatella Finiguerra

Con l'entrata in vigore del D.Lgs. n. 50/2016 (c.d. Codice dei contratti), al comma 18 dell'articolo 35 rubricato “Rilevanza comunitaria e contratti sotto soglia” è stata disciplinata l'anticipazione del 20% calcolata non più sull'importo contrattuale, come nella corrispondente previsione del vecchio Regolamento all'art. 140 D.P.R. 207/2010, ma sul “valore stimato dell'appalto”.

Mediante questo istituto, l'appaltatore ha quindi diritto a un anticipo da parte della Stazione Appaltante di un importo pari al 20% del valore dell'appalto, da corrispondere all'appaltatore entro quindici giorni dall'effettivo inizio della prestazione.

Quale condizione per il versamento dell'anticipazione, l'appaltatore dovrà costituire a favore della Stazione Appaltante una garanzia fideiussoria bancaria o assicurativa di importo pari all'anticipazione maggiorato del tasso di interesse legale applicato al periodo necessario al recupero dell'anticipazione stessa secondo il cronoprogramma della prestazione.

Il co. 18 dell'art. 35 specifica anche le modalità di svincolo della garanzia stessa.

Nel caso di RTI costituito l'anticipazione andrà pagata dalla stazione appaltante alla mandataria, la quale dovrà pagare alla mandante la propria quota/percentuale di partecipazione all'ATI.

Cosa può fare la mandante nel caso in cui il mandatario non gli paga la quota alla stessa spettante ?

Per prevenire ogni forma di contenzioso si consiglia di far inserire nel mandato alcune previsioni in ordine ai pagamenti, quali il termine entro cui la mandataria deve pagare la mandante, la specificazione che la mandante ha diritto a ricevere la quota di ogni pagamento ricevuto dalla mandataria anche con riferimento alle riserve, all'anticipazione, alle varianti, nonché la clausola sulla suddivisione di spese per consulenti necessari nell'ambito dell'esecuzione dell'appalto.

Nel caso in cui nell'atto di costituzione dell'ATI non troviamo precise indicazioni dobbiamo quindi cercare soluzioni nell'ambito del codice degli appalti pubblici, ma anche nel Codice civile.

Sottolineando la ratio dell'istituto, il mancato pagamento da parte della mandataria si potrebbe qualificare come grave inadempimento e conseguentemente valutare l'applicazione del comma  13 dell'art. 48 del Dlgs. 50/2016 ovvero chiedere la revoca del mandato collettivo, al fine di consentire alla stazione appaltante il pagamento diretto nei confronti della mandante. In tal caso l'appalto proseguirà con i medesimi soggetti, non vi è modifica soggettiva, ma si potrà richiedere alla stazione appaltante il pagamento diretto alla mandante delle somme ad esse spettanti.