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Varianti o migliorie? Chiarisce il Consiglio di Stato

Synetich Srl

 

Una società contesta l'affidamento dei lavori per la realizzazione di una scuola in quanto l'aggiudicataria avrebbe presentato, post affidamento della gara, delle modifiche non concesse.
Tali cambiamenti, di norma, possono essere distinti in due categorie: le varianti (non consentite) e le migliorie (consentite); ma quando si può parlare di una cosa e quando dell'altra? Risponde il consiglio di Stato con la sentenza n. 4754/2021.  

 
Differenze tra varianti e migliorie

In sede di gara d'appalto e quando il sistema di selezione delle offerte si basa sul criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, le soluzioni migliorative si distinguono dalle varianti perché le prime possono essere liberamente applicate a tutti gli aspetti tecnici lasciati aperti a diverse soluzioni sulla base del progetto posto a base di gara e oggetto di valutazione delle offerte dal punto di vista tecnico, senza però impattare sulle caratteristiche progettuali già stabilite dall'Amministrazione.

Le varianti, invece, influiscono sul progetto dal punto di vista tipologico, strutturale e funzionale. Perché siano ammissibili è necessaria una previa manifestazione di volontà della stazione appaltante attraverso la preventiva autorizzazione contenuta nel bando di gara e l'individuazione dei relativi requisiti minimi.
Questi ultimi delimitano i confini entro i quali l'opera proposta dal concorrente costituisce, o meno, un aliud rispetto a quella prefigurata dalla Pubblica Amministrazione.  

 
Cosa sono le proposte migliorative

Volendo addentrarsi ancor più nella materia, le proposte migliorative possono essere definite come soluzioni tecniche che, senza incidere sulla struttura, sulla funzione e sulla tipologia del progetto a base di gara, riguardano singole lavorazioni o singoli aspetti tecnici dell'opera, lasciati aperti a diverse soluzioni.
Si configurano quindi come integrazioni, precisazioni e migliorie che rendono il progetto meglio corrispondente alle esigenze della stazione appaltante, senza tuttavia alterare i caratteri essenziali delle prestazioni richieste.
Alla valutazione delle offerte tecniche e delle ragioni che giustificano la soluzione migliorativa proposta alla stazione appaltante viene lasciata ampia discrezionalità tecnica "con conseguente insindacabilità nel merito delle valutazioni e dei punteggi attribuiti dalla commissione, ove non inficiate da macroscopici errori di fatto, da illogicità o da irragionevolezza manifesta".

 
Il bando di gara in esame

Il bando di gara, pur non prevedendo la proposta di eventuali varianti, consentiva, nei criteri dell'offerta economicamente più vantaggiosa, la valutazione di eventuali proposte migliorative. Un criterio, peraltro non contestato dalla società che ha proposto ricorso, che accoglie una descrizione molto ampia delle soluzioni migliorative ammissibili, lasciando quindi un ampio margine di valutazione tecnica, riservata alla commissione giudicatrice, per quanto concerne sia le soluzioni, sia i materiali utilizzati nella composizione architettonica, sia per la possibilità di variare i materiali proposti nel definitivo e comunque di proporre tutte quelle soluzioni progettuali che il concorrente  ritiene possibili rispetto al progetto definitivo approvato. L'inciso finale “il rispetto delle scelte già effettuate in sede di progettazione definitiva” e la sua portata estremamente generica (nessuna precisazioni riguardo le scelte progettuali immodificabili), oltre a non limitare la facoltà dei concorrenti di proporre modifiche, impone l'esclusione delle sole proposte che incidono sulla struttura, sulla funzione e sulla tipologia del progetto a base di gara (secondo la giurisprudenza sopra richiamata sarebbero queste le varianti progettuali inammissibili).
Il cambio di materiali da utilizzare, quindi,

non incide sulla struttura architettonica, né sulla funzione dell'edificio progettato. Pertanto, la soluzione proposta dall'aggiudicatario, positivamente valutata dalla commissione giudicatrice, non è qualificabile come inammissibile variante al progetto definitivo".

L'appello viene respinto.

 

Linkografia:

lavoripubblici.it