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Tutto quello che c'è da sapere sul D.L. Semplificazioni

Synetich Srl

 
Appalti senza gara e procedure negoziate

Aggiudicazione definitiva entro 2 mesi, commissari per opere complesse e collegio consultivo tecnico per evitare impasse, appalti semplificati con un ricorso maggiore all'affidamento diretto e alla procedura negoziata, tempi certi e stretti per l'aggiudicazione definitiva, commissari straordinari per le opere particolarmente complesse, Collegio consultivo tecnico per la rapida soluzione delle controversie e istituzione del Fondo per la prosecuzione delle opere pubbliche: ecco le novità introdotto con l'entrata in vigore del Decreto Semplificazioni, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, e che introduce una serie di deroghe al Codice Appalti fino al 31 luglio 2021. Dopo una breve enunciazione, potrebbe essere utile e interessante trattare le disposizioni in modo più esaustivo.

 
Affidamento diretto e procedure negoziate

Il decreto statuisce:

  • affidamento diretto per prestazioni fino a 150.000 euro;
  • procedura negoziata, priva di bando, previa consultazione di un numero di operatori variabile in base all'importo complessivo per tutte le prestazioni con valore pari o superiore a 150.000 euro, ma inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria (5,35 milioni di euro per i lavori, 214 mila euro per i servizi affidati dagli enti locali e 139mila euro per quelli affidati dalle amministrazioni centrali). Nello specifico, per i servizi tra i 150mila euro, le soglie comunitarie e i lavori d'importo compreso tra 150mila euro e 350mila euro, bisognerà interpellare almeno 5 operatori; 10 per i lavori di importo compreso tra 350mila euro e 1 milione di euro; 15 per i lavori di importo compreso tra 1 milione di euro e le soglie comunitarie.
 
Edilizia scolastica, carceraria e sanitaria

Nei casi di emergenza e urgenza, come quello dettato dall'attuale situazione portata dal coronavirus, la procedura negoziata potrà essere impiegata anche per l'affidamento di lavori e servizi di progettazione di importo superiore rispetto a quello stabilito dalle soglie comunitarie. Tra gli interventi urgenti che possono giovarsi di queste deroghe rientrano: le opere di edilizia scolastica, universitaria, sanitaria e carceraria, le infrastrutture per la sicurezza pubblica e dei trasporti, le infrastrutture stradali, ferroviarie, portuali, aeroportuali, lacuali e idriche, compresi gli interventi inseriti nei contratti di programma ANAS-Mit 2016-2020 e RFI-Mit 2017 - 2021 e relativi aggiornamenti e gli interventi funzionali al compimento della transizione energetica.

 
Procedure celerie responsabilità

L'aggiudicazione, o l'individuazione, definitiva del contraente dovrà avvenire, di norma, entro due mesi, quattro in casi specifici, sei per i contratti superiori alla soglia comunitaria. Il mancato rispetto di tali termini, i ritardi nella stesura del contratto e quelli nell'avvio dell'esecuzione dello stesso possono essere attribuiti al responsabile unico del procedimento come danno erariale e, se imputabili all'operatore economico, portano all'esclusione dello stesso dalla procedura o alla risoluzione del contratto; se in linea con le direttive dei bandi, le offerte potranno essere esaminate prima della verifica dei requisiti. Le stazioni appaltanti non potranno più chiedere il versamento della garanzia fideiussoria del 2% e, in caso di versamento necessario, questo sarà dimezzato. La realizzazione delle opere pubbliche potrà essere sospesa solo per motivazioni regolate da disposizioni di legge penale, gravi ragioni di ordine pubblico o tecnico, salute pubblica e pubblici interessi. Se la prosecuzione dei lavori non potesse proseguire con il soggetto designato, o in caso di ritardo ingiustificato dell'avvio dei lavori, la stazione appaltante, previo parere del collegio consultivo tecnico, potrà:

  • eseguire in via diretta i lavori, anche avvalendosi di altri enti o società pubbliche nell'ambito del quadro economico dell'opera;
  • riesaminare la graduatoria dei soggetti che hanno partecipato alla originaria procedura di gara, indire una nuova gara e nominare un commissario straordinario.
 
I commissari straordinari

La figura del commissario straordinario non sarà costante negli appalti: in alcuni casi svolgerà le proprie funzioni in itinere, e quindi ad appalto già iniziato, in presenza di difficoltà operative. In altri casi, sarà nominato prima dell'avvio della realizzazione dell'opera. Il Presidente del Consiglio dei Ministri dovrà individuare e indicare, entro il 31 dicembre 2020, gli interventi infrastrutturali contraddistinti da un elevato grado di complessità progettuale, difficoltà esecutiva o attuativa, da ostacoli nelle procedure tecnico-amministrative o che comportano un rilevante impatto sul tessuto socio-economico a livello nazionale, regionale o locale.

 
Il Collegio consultivo tecnico

Fino al 31 luglio 2021 per i lavori finalizzati all'esecuzione delle opere pubbliche di importo pari o superiore alle soglie comunitarie, le stazioni appaltanti dovranno istituire un collegio consultivo tecnico con funzioni di assistenza per la rapida risoluzione delle controversie o delle dispute tecniche. I componenti, 3 o 5 a seconda della complessità dell'opera, dovranno essere scelti tra ingegneri, architetti, giuristi ed economisti con comprovata esperienza nel settore degli appalti delle concessioni e degli investimenti pubblici; inoltre, i componenti del Collegio dovranno inoltre conoscere la metodologia BIM.

 
Il Fondo per la prosecuzione delle opere pubbliche

Il Fondo sarà garante della regolare e tempestiva prosecuzione dei lavori per la realizzazione delle opere pubbliche di importo pari o superiore alle soglie comunitarie. Inoltre, non potrà realizzare nuove opere e non sarà permesso l'accesso reiterato, a eccezione che la carenza di risorse sia dovuta a una accelerazione sul cronoprogramma.  Il Fondo sarà finanziato con 30 milioni di euro per il 2020, mentre per gli anni successivi sono previsti stanziamenti che potranno arrivare a 100 milioni di euro.

 
Responsabilità a carico delle amministrazioni per scongiurarne l'inerzia

In aggiunta, con l'entrata in vigore del decreto, avverranno i seguenti cambiamenti:

  • i provvedimenti adottati fuori termine saranno considerati inefficaci;
  • le PPA dovranno rendere pubbliche le tempistiche di conclusione dei procedimenti;
  • moduli standard in tutta Italia per rendere operativo il silenzio assenso e velocizzare i procedimenti di autorizzazione;
  • semplificare la conferenza di servizi e il rilascio della valutazione di impatto ambientale (VIA) onde evitare il blocco dei cantieri.
 
Silenzio assenso e responsabilità

Il decreto stabilisce che i provvedimenti di divieto di prosecuzione dell'attività e di rimozione degli eventuali effetti, adottati dopo la scadenza dei termini previsti, saranno considerati inefficaci: così si eviterebbe che l'attesa di un atto di dissenso espresso, fornito dalle amministrazioni nell'ambito della Conferenza di servizi, anche se pervenuto oltre le deadlines, vanifichi gli obiettivi prefissati, ossia di velocizzazione i procedimenti. Fino al 31 luglio 2021, la responsabilità per danno erariale sarà circoscritta al solo dolo per i comportamenti, mentre rimane invariata per le omissioni.

 
Modulistica standard in tutto il Paese

Per il periodo 2020-2023, il Decreto prevede l'istituzione dell'Agenda della semplificazione amministrativa, definita seguendo le linee di indirizzo condivise fra: Stato, Regioni, Province autonome ed enti locali. Inoltre, prevede la definizione di una modulistica standard in tutto il Paese per: presentazione di istanze, dichiarazioni e segnalazioni da parte dei cittadini. Le Amministrazioni saranno quindi chiamate a misurare e rendere pubblici i tempi effettivi di conclusione dei procedimenti amministrativi ritenuti di maggior impatto per la collettività, mettendoli a confronto con le tempistiche previste dalla normativa.  

 
Via alla Conferenza di servizi straordinaria

Il DL Semplificazioni introduce una procedura di Conferenza di servizi straordinaria, operativa fino al 31 dicembre 2021. Qualora si trattasse di un Conferenza dei servizi decisoria, sarà possibile per le Amministrazioni utilizzare lo strumento della conferenza semplificata. Queste ultime avranno 60 giorni a disposizione per il rilascio delle determinazioni. Se la conferenza semplificata non dovesse essere sufficiente, si procederà con la conferenza simultanea e l'amministrazione svolgerà una riunione in modalità telematica. Per le amministrazioni non presenti al meeting sarà valido il principio “acquisito l'assenso senza condizioni”. In caso di necessità di convocazione a conferenza di servizi sul livello successivo di progettazione, ogni deadline sarà dimezzata e gli atti di autorizzazione dovranno essere rilasciati entro il sessantesimo giorno.

 
Elaborati progettuali più dettagliati

Prima dell'entrata in vigore del decreto era richiesto un minor livello di dettaglio degli elaborati progettuali: ciò può rallentare, ha rallentato e lo avrebbe fatto ancora, le varie procedure dal momento che l'Amministrazione potrebbe aver la necessità di richiedere integrazioni ai documenti presentati. Per tale motivazione, nel rilascio del provvedimento di Valutazione di impatto ambientale (VIA), il proponente dovrà presentare il progetto di fattibilità o, ove disponibile, il progetto definitivo in modo da favorire la compiuta valutazione dei contenuti dello studio di impatto ambientale.

 

Linkografia: