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Tangenti in gare pubbliche: le tipologie di danno ne conseguono

Tangenti in gare pubbliche: le tipologie di danno che ne conseguono


 

La Corte dei Conti, sez. giurisdizionale Lombardia, si è espressa in merito alla sussistenza del danno all'immagine della Pubblica Amministrazione in caso di tangenti ad amministratori locali e pubblici funzionari, per favorire l'aggiudicazione di appalti, da parte di imprenditori. Come spiegato dai Giudici, in presenza di tale scenario, il danno erariale si può delineare in diverse tipologie e l'onere di rilevare prove concrete e rigorose della sussistenza di ciascuna categoria di danno spetta alla Procura.  

 
Le tipologie di danno
  • Danno da tangenteamministratori e dipendenti pubblici percepiscono una tangente per l'aggiudicazione di appalti; in questo caso, la P.A. sosterrebbe dei costi maggiori a causa dell'impresa corruttrice;

  • inoltre, è stato evidenziato un “danno da violazione del sinallagma lavoro/retribuzione” che la P.A. subisce in caso di irregolarità delle legittime prestazioni lavorative: questa circostanza va calcolata, quantificata e soprattutto provata secondo criteri attendibili;

  • il “danno da disservizio”, invece, consiste nell'aver arrecato un ritardo temporale alla P.A., o a eventuali enti terzi, per la sospensione, da parte di dipendenti interni all'Ente, di altre attività di maggior urgenza e rilevanza, posposte o addirittura non portate a termine a causa delle verifiche rese necessarie per il controllo e per le sanzioni nei confronti dei colleghi autori di illeciti; in questo caso viene richiesta alla Procura una prova del danno per determinarne se sia dovuto e quanto sia dovuto, affinché la pretesa non si caratterizzi come mera richiesta di principio;

  • il “danno all'immagine della P.A.”, richiamato nella Sentenza della Corte dei Conti 165/2021, si riferisce all'impatto, nel sentire comune, generato dalla percezione di tangenti da parte di esponenti della P.A.. La convinzione che esistano accordi sistematici e puntuali tra funzionari pubblici, politici e imprenditori genera e amplifica l'idea che le aggiudicazioni di appalti pubblici avvengano attraverso pratiche illecite e che influiscano anche nelle esecuzioni degli stessi, causando perdita di credibilità e rispetto alla “cosa pubblica”.  

 
Il danno all'immagine e la lesione ideale

Ricorre, in sostanza, il danno all'immagine quando la condotta illecita dei dipendenti della P.A. causa una lesione del bene giuridico consistente nel buon andamento della stessa pubblica amministrazione, tale da:

  • comprometterne la credibilità e l'affidabilità all'esterno;

  • diffondere la convinzione che tale comportamento, patologico, sia una pratica abituale dell'attività dell'Ente pubblico.

I Giudici, quindi, stabiliscono che “[…] la risarcibilità di un simile pregiudizio non può rapportarsi, per la sua intrinseca lesione […] al ristoro della spesa che abbia inciso sul bilancio dell'Ente, ma deve essere vista come lesione ideale, con valore da determinarsi secondo l'apprezzamento del Giudice, ai sensi dell'articolo 1226 c.c.” (Corte dei conti, SS.RR. n. 10/QM/2003).

 

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