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Sistema verifica di congruità: "nuovo alleato" del Durc

Synetich Srl

 

Il “sistema di verifica della congruità”, istituito dal decreto ministeriale firmato dal ministro del lavoro Andrea Orlando, sarà attivo a partire dal primo novembre 2021.
Lo scopo dello strumento è di verificare, e quindi garantire, il rispetto degli indici prefissati dalle parti sociali (accordo 10/09/2020) riguardo l'incidenza della manodopera impiegata per tutti i lavori edili, senza distinzione tra quelli pubblici e quelli privati.
Il limite tollerato è del 5% e, in caso di superamento di tale soglia, si dovrà versare la differenza alla cassa edile (“sconto” salariale). In sostanza, il nuovo strumento – insieme al Durc – mira a individuare il lavoro irregolare e a contrastare i fenomeni di dumping contrattuale.

 
Il sistema nel dettaglio

Il sistema, su cui sta già lavorando la Cnce, si applica ai lavori pubblici e privati di imprese in appalto o subappalto e di lavoratori autonomi coinvolti nell'esecuzione. Onde evitare fraintendimenti, il decreto ricorda che il settore edile è composto da tutte le attività, e affini, direttamente e funzionalmente connesse all'attività dell'impresa affidataria dei lavori, alle quali si applica la contrattazione collettiva edile.
Per quanto riguarda i lavori privati, invece, il decreto si applica alle opere di valore complessivo non inferiore a 70mila euro.

 
Il rilascio dell'attestazione

L'attestazione di congruità viene rilasciata, entro dieci giorni dalla richiesta, dalla cassa edile dietro richiesta dell'impresa affidataria, del soggetto delegato o del committente.
Nei lavori pubblici, invece, la congruità può essere richiesta dal committente o dall'impresa affidataria in occasione dell'ultimo Sal (stato di avanzamento dei lavori) e prima del saldo finale.
Per quanto riguarda i lavori privati, bisogna dimostrare la congruità prima dell'erogazione del saldo finale da parte del committente, in riferimento all'opera complessiva.

 
Non oltre il 5%

In caso di impossibilità a rilasciare la congruità, la cassa edile indica all'impresa le difformità riscontrate e la invita ad allinearsi entro 15 giorni mediante il versamento dell'importo che corrisponde alla differenza di costo del lavoro che occorre per raggiungere la percentuale stabilita per la congruità: questa azione correttiva, ovviamente nei tempi prestabiliti, consente il rilascio dell'attestazione.
In caso di mancata regolarizzazione, gli importi a debito e le cause di irregolarità vengono comunicate ai richiedenti e, inoltre, la cassa edile iscrive l'impresa alla «Banca nazionale imprese irregolari» (BNI).
Se lo scostamento di congruità non supera il 5%, la cassa edile rilascia l'attestazione, a condizione che il direttore dei lavori giustifichi lo scostamento tramite una dichiarazione.
In riferimento alla mancata regolarizzazione di una singola opera, pubblica o privata che sia, l'esito negativo della verifica di congruità incide, a partire dalla data di emissione, anche sulle successive verifiche di regolarità contributiva finalizzate al rilascio all'impresa affidataria del Durc online.

 

Linkografia:

ItaliaOggi.it