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Sinergia tra collegi tecnici e stazioni appaltanti

Synetich Srl

 
Il collegio tecnico consultivo: composizione

Il decreto legge semplificazioni, pubblicato nella giornata di ieri in Gazzetta Ufficiale, sancisce l'obbligo di costituzione di un collegio consultivo tecnico per gli appalti con valore superiore alle soglie comunitarie (5,3 milioni di euro) o, comunque, per le opere di interesse nazionale, ex ante esecuzione, o comunque non oltre dieci giorni da tale data. Invece, per tutte le altre tipologie di opere è prevista la facoltà. Per quanto concerne la composizione del collegio, invece, sarà formato da tre o da cinque componenti - dotati di esperienza e qualificazione professionale in linea con la tipologia di opera - a discrezione della stazione appaltante, a meno che non si tratti di circostanze caratterizzate da particolare complessità o eterogeneità delle professionalità richieste: in questi casi il collegio sarà composto necessariamente da cinque membri.

 
Chi vi può far parte?

Secondo la normativa, i componenti del comitato dovranno avere un profilo che corrisponda a quello di «ingegneri, architetti, giuristi ed economisti con comprovata esperienza nel settore degli appalti delle concessioni e degli investimenti pubblici, anche in relazione allo specifico oggetto del contratto e alla specifica conoscenza di metodi e strumenti elettronici quali quelli di modellazione per l'edilizia e le infrastrutture”.

 
La selezione

La selezione deve avvenire di comune accordo tra le parti, che però a loro volta possono concordare che ciascuna di esse nomini uno o due componenti e che il terzo componente, o il quinto, rivesta le funzioni di presidente e sia scelto dai componenti di nomina di parte. Se le parti non dovessero giungere a un accordo sulla nomina del presidente, sarà il ministro delle infrastrutture a scegliere per le opere di interesse nazionale o, negli altri casi, per le rispettive competenze, le regioni, le province autonome di Trento e Bolzano o le città metropolitane.

 
Le funzioni

Il collegio, oltre a svolgere alcune rilevanti mansioni in tema di sospensione e modifica delle opere, ricopre una funzione di assistenza per favorire una rapida risoluzione delle controversie o delle dispute tecniche di ogni natura, che rischiano di insorgere nel corso dell'esecuzione del contratto, ostacolando lo stesso. Le funzioni del collegio sono quasi assimilabili a quelle del Dispute Board della contrattualistica internazionale e sono finalizzate a consentire all'amministrazione di potersi giovare durante tutte le fasi che interessano l'esecuzione dell'opera pubblica, dell'esperienza di soggetti con adeguata esperienza e conoscenza specifica dell'appalto.

 
La "collaborazione" sinergica con le stazioni

La normativa, inoltre, dispone anche che le stazioni appaltanti, mediante il loro responsabile unico del procedimento, possano rappresentare un collegio consultivo tecnico formato da tre componenti per risolvere problematiche tecniche o giuridiche che rischiano di insorgere anche nella fase antecedente alla esecuzione del contratto, comprensive delle determinazioni delle caratteristiche delle opere, clausole, condizioni del bando o dell'invito e, infine,  della verifica del possesso dei requisiti di partecipazione, dei termini di selezione e di aggiudicazione.
In conclusione e in sintesi, si tratta di un organo tecnico di ausilio alla committenza, di assistenza nella redazione degli atti di gara e nell'interpretazione della lex specialis sino alla fase di accertamento dei requisiti minimi per l'accesso alla gara.

 

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