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Semplificare, snellire e ammodernare il codice appalti

Synetich Srl

 

Da quanto emerge dalla bozza del Piano nazionale delle riforme (Pnr), manovra a opera del Mef, pare che la mediazione di Palazzo Chigi sia efficace, almeno per quanto riguarda il Decreto semplificazioni e il codici appalti.

A cosa si aspira

Gli obiettivi perseguiti dalle e attraverso le politiche pubbliche precitate sono:

  • Revisione radicale del codice appalti, senza però cancellazioni e/o sospensioni;
  • divieto di gold plating, ossia di aggiunta smodata di norme nazionali rispetto alle direttive Ue con conseguente snellimento;
  • predisposizione e utilizzo di procedure eccezionali compatibili con il codice.
 

Queste finalità paiono però essere osteggiate da chi invece vorrebbe adoperare il “Modello Genova”, vale a dire un modus operandi caratterizzato principalemente dal “semplice” coinvolgimento di commissari straordinari.

Le diverse visioni in causa

Senza volersi addentrarre in questioni meramente politiche, è innegabile che la partita “stesura e approvazione” del decreto si giochi anche intorno alle bandiere di partito: c'è chi chiede la sospensione del codice appalti per tre anni, senza però risultati, come già similmente avvenuto una quindicina di mesi fa, quando si discuteva intorno a questioni simili in occasione del decreto sblocca-cantieri. La ratio della mediazione del Pnr e di Palazzo Chigi è mossa dal desiderio di velocizzare e snellire i vari iter senza però che questi vengano smantellati: questa sembra essere l'unica strada percorribile, ma bisognerà rendere compatibili le posizioni di tutti i coinvolti attraverso il dialogo che scaturirà dai vertici di maggioranza (e non) in programma.

 

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