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Ritardo nella stipula di un contratto dovuto all'informativa antimafia comporta il risarcimento?

Federica Dascoli

Il ritardo nella stipula di un contratto aggiudicato dovuto ad esigenze antimafia non integra responsabilità precontrattuale e diritto al risarcimento del danno. Lo afferma il Consiglio di stato con la sentenza della terza sezione del 26 marzo 2018, n. 1882.

Il caso riguardava un appalto di lavori di costruzione per il quale la stazione appaltante non aveva proceduto alla sottoscrizione perché, nel mese di marzo, aveva richiesto alla Prefettura il rilascio dell'informazione ex art. 10 del dpr n. 252/98 (informativa antimafia), sebbene non fosse a ciò tenuto, in considerazione dell'importo dell'appalto e di alcune notizie apparse sulla stampa.

Ovviamente l'acquisizione dell'informativa antimafia ha comportato un ritardo nella stipulazione del contratto, tenuto conto dei termini necessari per lo svolgimento della complessa istruttoria da parte del prefetto ma, si legge nella sentenza, la responsabilità precontrattuale ricorre nel caso in cui prima della stipulazione contrattuale il presunto danneggiante, violando il principio di correttezza e buona fede, leda il legittimo affidamento maturato da controparte nella conclusione del contratto.

Se da un lato la previsione di un termine per la stipulazione del contratto assolve alla funzione di tutelare anche l'aggiudicatario, il quale non può restare vincolato per un termine indeterminato alle determinazioni della stazione appaltante, dall'altro lato il mancato rispetto del termine (sollecitatorio) di sessanta giorni risulta pienamente giustificato dalle esigenze antimafia, e dunque non può integrare gli estremi di una condotta illecita. Occorre poi considerare che la norma dell'art. 11, comma 9, del dlgs 163/06 non lascia l'impresa aggiudicataria «in balia» della stazione appaltante, ma le consente di recedere dal vincolo derivante dall'aggiudicazione ottenendo anche il rimborso delle spese sostenute.

È infatti lo stesso legislatore a disciplinare il bilanciamento degli opposti interessi consentendo all'impresa di evitare l'immobilizzazione dell'intera organizzazione aziendale nell'attesa della stipulazione del contratto, ricorrendo al recesso in modo da poter utilizzare le proprie risorse per ulteriori commesse.

Fonte:
www.giustizia-amministrativa.it
www.italiaoggi.it