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Problemi di coesistenza tra il Regolamento del Codice Appalti e il Dl Semplificazioni

Synetich Srl

 

È ormai pronto il testo del Regolamento attuativo del Codice Appalti, ma, durante la sua stesura, le norme sui contratti pubblici sono state modificate dal Decreto Semplificazioni: la Commissione di esperti incaricata ha finalmente presentato e consegnato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il nuovo testo, però la nuova bozza del Regolamento non tiene conto delle modifiche.

 
Due scenari possibili

Giunti a questo punto, le strade da percorrere sono apparentemente due:

  1. 1. aggiornare il testo definitivo;

  2. 2. attendere la scadenza del periodo di deroga post emergenza Covid, vale a dire il 31 luglio 2021. In tal caso, il Regolamento tornerebbe attuale il prossimo anno.

 
I temi toccati dal Regolamento attuativo

Il Regolamento attuativo del Codice permetterà di “elevare” il rango del documento e di superare così l'attuale sistema soft law, lanciato nel 2016 con l'obiettivo, evidentemente non raggiunto, di snellire l'applicazione delle norme sui contratti pubblici. Il Regolamento, infatti, raccoglie in un unico testo le normative in materia di:

  • responsabile unico del procedimento;

  • di progettazione;

  • servizi di ingegneria e architettura;

  • qualificazione degli esecutori e dei contraenti generali;

  • appalti sotto-soglia;

  • direzione dei lavori e della loro esecuzione;

  • penali;

  • collaudi;

  • lavori sui beni culturali.

Conseguentemente, le linee guida e i decreti ministeriali sulle precitate materie cesseranno di avere efficacia, mentre gli altri continueranno a essere in vigore. Il Regolamento, quindi, ridimensiona il sistema di soft law, non lo elimina del tutto. Scomparirà, per esempio, la linea guida 1 sull'affidamento dei servizi attinenti all'ingegneria e all'architettura, in quanto sarà il Regolamento stesso a definire le modalità di affidamento, i requisiti dei professionisti, delle società di ingegneria e dei raggruppamenti temporanei, le modalità di svolgimento dei concorsi di idee e dei concorsi di progettazione.

 
Il Regolamento attuativo Codice Appalti è già obsoleto?

I lunghi iter per la messa a punto e per l'approvazione del Regolamento sono stati ulteriormente rallentati dall'emergenza Coronavirus, dal momento che il lockdown ha, di fatto, imposto la sospensione delle attività in molti cantieri. A sua volta, la crisi economica che ne è derivata ha sensibilmente favorito una serie di semplificazioni al Codice Appalti, avvenute tramite il Decreto Semplificazioni. “La madre di tutte le riforme” ha così previsto (sino al 31 luglio 2021) l'estensione dell'affidamento diretto e l'utilizzo di procedure negoziate anche oltre le soglie comunitarie, ma con tempistiche più brevi per le aggiudicazioni e per la possibilità di nominare commissari straordinari per opere caratterizzate da un'elevata complessità o da un importante impatto.

 
Il futuro del Regolamento attuativo

Come anticipato in precedenza, una soluzione potrebbe essere quella di adeguarlo alle novità del DL Semplificazioni, da convertire in legge entro la metà di settembre. Questa soluzione, però, appare poco praticabile, in quanto le tempistiche paiono troppo ristrette, data la validità annuale del decreto. L'altra ipotesi potrebbe essere quella attendere il periodo post-emergenziale, in cui gli appalti dovrebbero attenersi alle poche regole del DL Semplificazioni, con conseguente ritorno allo status-quo, fissato il 1° agosto 2021. Seguendo questo criterio, Il gruppo di lavoro avrebbe così il tempo necessario per apportare le eventuali limature finalizzate ad adeguare il Regolamento al contesto e renderlo operativo sin da subito.

 

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