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Quando semplificare non basta

Synetich Srl

Il Governo Conte sta predisponendo il “decreto semplificazione” con l'intento di favorire la ripresa economica del Paese in seguito all'emergenza Covid-19; un piano di rilancio degli investimenti tale richiederebbe tempistiche attuative rapide, tuttavia tale azione è de facto difficilmente attuabile nel contesto italiano a causa della moltitudine di normative che caratterizza il settore pubblico. Prendendo in esame la ricostruzione del Ponte Morandi, si può toccare con mano la possibilità di realizzare opere pubbliche mediante la deroga a norme consolidate senza che ciò implichi necessariamente un elevato rischio di comportamenti opportunistici o simili.  

I tre fattori agevolanti

Sul punto, bisogna tenere a mente che la semplificazione normativa propedeutica per la realizzazione del ponte di Genova è stata sensibilmente agevolata da tre fattori

  1. 1. elevata pressione mediatica e sociale;
  2. 2. chiara attribuzione di responsabilità su tempistiche e output del progetto;
  3. 3. commitment politico-istituzionale

Dalla teoria alla pratica: dagli atti ai risultati

Sebbene questo caso specifico non possa essere considerato come “canonico”, fortunatamente, potrebbe comunque lasciare degli insegnamenti: per poter snellire l'iter burocratico è necessaria non solo la semplificazione delle normative e dei processi attuativi, ma anche una profonda esamina, e conseguente revisione, della componente organizzativa interna agli enti, in modo da favorire uno spostamento del focus dagli atti ai risultati ottenuti

La PA come impresa

Se mettessimo le vesti di impresa alla PA noteremmo subito come l'abito non si adatti al corpus burocratico italiano: di norma, all'interno di un'azienda, la presa di maggiori responsabilità è messa in relazione a un evento positivo, sia un riconoscimento o una promozione. Allo stato attuale dell'arte invece, nel pubblico il lemma responsabilità troppo spesso è associato a un incremento dei rischi sul piano personale. Conseguentemente ciò si traduce in atteggiamenti difensivi e prudenti e, poi, in comportamenti analoghi: si moltiplicano così le procedure, gli atti, i regolamenti e le comunicazioni formali. Inoltre, è di difficile individuazione una figura simile a quella del project manager nel pubblico, ergo spesso in quest'ultimo ambito non sempre è chiaro a chi debbano essere attribuite le responsabilità del prodotto finale.  

Le motivazioni dell'immobilismo italiano:
  1. 1. le salate sanzioni;
  2. 2. l'annoso dibattito sulla meritocrazia ha di fatto prodotto poco sotto l'aspetto degli incentivi in quanto i premi monetari sono spesso spartiti e ripartiti e le concrete possibilità di far carriera sono perlopiù legate a conoscenze teoriche. 

La competizione come volano di miglioramento

Infine, l'assenza dell'elemento fondante di ogni mercato, ossia la competizione, si traduce in scarsi stimoli a perseguire un miglioramento che invece potrebbe essere apportato se anche all'interno della PA ci fosse una figura a rendere conto, ad esempio, dei tempi effettivi della realizzazione delle opere, degli standard qualitativi e dei costi dei beni e dei servizi erogati. Per concludere, sarebbe importante considerare un provvedimento sulle semplificazioni non un punto d'arrivo, bensì di partenza in un'ottica di radicale ripensamento del modus operandi delle pubbliche amministrazioni.

Linkografia
https://www.corriere.it/opinioni/20_giugno_13/per-semplificare-58dfcea4-ad83-11ea-84a7-c6d5b5b928b0.shtml