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Quando semplificare è complesso

Synetich Srl

 

Il 2 luglio 2020 sarebbe potuto, e forse dovuto, essere il giorno x per il decreto semplificazioni ma, nonostante l'ennesimo vertice, non si è ancora riusciti a trovare un punto d'incontro interno alla maggioranza: le questioni più dibattute riguardano la riforma dell'abuso d'ufficio e gli appalti.

Gli sforzi e gli obiettivi  del Premier

Giuseppe Conte, per superare tale impasse, aveva invitato i capi delegazione della maggioranza, anche con lo scopo di dare alla Commissione Europea un segnale forte, vale a dire la dimostrazione della capacità del governo di sbloccare gli investimenti pubblici. Se la manovra fosse andata in porto, l'Italia avrebbe avuto una valida carta da giocarsi sul banco della Next Generation Ue, un piano europeo di interventi che prevede trasferimenti a fondo perduto: ecco perché il Premier tenterà di organizzare un nuovo summit nella giornata di domani.

Gli appalti

Nello specifico, Conte ha rivestito il ruolo di mediatore soprattutto per quanto riguarda il tema degli appalti:

  1. 1. Affidamento diretto per gli appalti fino a 150 mila euro;
  2. 2. Coinvolgimento di 5 imprese per appalti fino a 350 mila euro;
  3. 3. 10 imprese coinvolte per quelli che vanno da 350 mila euro a 1 milione;
  4. 4. 15 imprese per le opere pubbliche con valore compreso tra il milione e i 5,2 milioni di euro, la c.d. soglia europea;
  5. 5. le gare sarebbero solo per le maxiopere, ma verrebbe predisposta la possibilità di nominare dei commissari.

L'ultimo punto, caldeggiato da alcune delle forze politiche in campo, ricalcherebbe le orme del “Modello Genova”, una sostanziale deroga al codice degli appalti utilizzato per l'assegnazione dei lavori del Ponte Morandi.

Reato d'abuso d'ufficio

Per quanto concerne l'altra questione complessa, ossia la riforma del reato di abuso d'ufficio, l'articolo 17 ne delimita l'applicazione alle sole circostanze in cui il funzionario in questione attui comportamenti in contrasto con regole che non sottostanno al principio di discrezionalità. Lo scopo sarebbe quello di eliminare il c.d. sciopero della firma, adoperato da molti funzionari che temono di finire sotto la lente d'ingrandimento della magistratura. Sul punto, alcune forze politiche in causa sarebbero contrarie perché la riforma potrebbe tradursi in una legge ad personam in ragione del coinvolgimento in inchieste di alcuni soggetti politici.

Scenari futuri

Nulla appare ancora chiaro o definito, ma i prossimi giorni saranno senza dubbio momenti decisivi per il futuro non solo dell'Italia degli appalti, ma della penisola in toto.