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Quando la sola indicazione del numero associato al livello di preferenza non è sufficiente a consentire la ricostruzione dell'iter motivazionale seguito dalla commissione?

Federica Dascoli



Quando i criteri di valutazione non consentono di risalire con immediatezza dalla ponderazione numerica alla valutazione ad essa sottesa!

Questo è il pensiero delTar Friuli Venezia Giulia, Trieste, sez. I, 14 settembre 2018, n. 288il quale, "pur condividendo, in via di principio, che il metodo del confronto a coppie mal si sposa, di norma, con la puntuale motivazione descrittiva delle ragioni degli esiti dei singoli confronti effettuati, in quanto, per l'appunto, l'esternazione di una motivazione letterale potrebbe rischiare di tradursi in mero esercizio privo di pratica utilità proprio per la inconciliabilità tra il concreto funzionamento del metodo di valutazione in questione e la possibilità di ricondurre il tutto a sintesi, nondimeno il Collegio non può trascurare di considerare cheun conclusivo sforzo motivazionale di carattere descrittivo da parte della Commissione è quanto mai necessario laddove, come nel caso di specie, i criteri di valutazione non consentono di risalire con immediatezza dalla ponderazione numerica alla valutazione ad essa sottesa;

Ritenuto che, nella fattispecie in esame, analogamente a quella oggetto della recentepronuncia 1° giugno 2018, n. 3301 della III Sezione del Consiglio di Stato,l'articolazione dei parametri valutativi in sottocriteri plurimi e il mancato conferimento a questi ultimi di uno specifico peso ponderale nella formulazione dei punteggi"rende, di fatto, impossibile comprendere, dalla sola lettura delle griglie valutative elaborate dalla Commissione, sotto quale specifico profilo tecnico una offerta sia stata ritenuta preferibile alle altre";

Ritenuto, infatti, che ognuno dei criteri valutativi individuati dall'art. 15 del disciplinare ai fini della ripartizione dei 70 punti riservati alla qualità del servizio, reca in sé elementi di contenuto plurimo e complesso, non riconducibili ad un riferimento univoco e comunque non organizzati secondo criteri d'ordine o di peso ponderale in grado di chiarirne la specifica incidenza nella determinazione delle preferenze e dei punteggi;

Ritenuto, al riguardo, utile evidenziare che in special modo i criteri su cui la ricorrente ha appuntato la propria attenzione, in quanto, come da lei stessa affermato, "essenziali per la prevalenza di Serenissima"(e rispetto ai quali soli – aggiunge il Collegio – può ritenersi sussistente l'interesse concreto e attuale della medesima a dolersi del difetto motivazionale denunciato), assommano plurimi ed eterogenei profili, senza graduarne l'ordine di importanza o per lo meno indicarne la rilevanza e/o le modalità di preferenza;

Ritenuto, infatti, che, in relazione a:

–"Organizzazione dell'appalto",cui è correlata l'attribuzione di 16 punti, il disciplinare si limita a precisare sub"Descrizione dei principali elementi di valutazione del criterio",che la organizzazione medesima"è valutata in base all'organigramma, alle unità di personale impiegato con relative qualifiche, mansioni e ore di servizio e in relazione all'articolazione e distribuzione del monte ore settimanale, alle modalità di turnazione e sostituzione, ivi compreso il caso di sciopero";

–"Menù giornaliero",cui è correlata l'attribuzione di 5 punti, che"sarà valutata la presenza di ulteriori elementi e caratteristiche superiori rispetto a quanto già previsto in capitolato",senza, pur tuttavia, peritarsi di indicare quali sarebbero queste"caratteristiche superiori"e/o il parametro che va applicato per individuare tale superiorità;

–"Caratteristiche tecniche delle attrezzature",cui è correlata l'attribuzione sempre di 5 punti, che"saranno valutate le caratteristiche delle attrezzature oggetto di sostituzione di cui all'art. 5 del capitolato: prestazioni, contenimento energetico, rumorosità, ecc",senza spiegare, però, quali prestazioni o caratteristiche siano davvero preferibili;

–"Proposte migliorative",cui è correlata l'attribuzione di 2 punti, che sono tali quelle"ritenute di interesse in relazione alla qualità del servizio e al benessere dei residenti", senza fornire alcun reale parametro di riferimento, per dare concreto contenuto al concetto di proposta migliorativa;

Ritenuto, dunque, mutuabili le conclusive considerazioni del Consiglio di Stato, laddove afferma che "Il quadro dei parametri valutativi sin qui tracciato ha dunque consegnato alla Commissione giudicatrice una discrezionalità di giudizio non sufficientemente confinata, né adeguatamente controllabile; e l'applicazione concreta che ne è conseguita, mediante attribuzione dei soli punteggi numerici, non ha consentito una corretta esplicazione dell'obbligo motivazionale, la cui funzione è propriamente quella di arginare il rischio di un utilizzo arbitrario del potere discrezionale";

Ed ecco quali sono i consigli per una corretta costruzione del disciplinare di gara, come suggeriti dalla citata pronuncia del Consiglio di Stato:

– bando deve contenere a monte criteri di valutazione sufficientemente dettagliati che consentano di risalire con immediatezza dalla ponderazione numerica alla valutazione ad essa sottesa;

– a fronte di parametri valutativi che si articolano in sottocriteri plurimi, è necessario il conferimento agli stessi di un specifico peso ponderale nella formulazione dei punteggi, così da rendere intellegibile dalla sola lettura delle griglie valutative elaborate dalla Commissione, sotto quale specifico profilo tecnico una offerta sia stata ritenuta preferibile alle altre.


Fonte:
www.giurisprudenzappalti.it
www.giustizia-amministrativa.it

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