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Offerta tecnica e soluzioni migliorative: è necessaria l'indicazione negli atti di gara dei requisiti minimi che queste devono possedere?

Federica Dascoli

La deduce l'illegittimità della lettera d'invito per la violazione degli artt. 171, comma 1, lett. a) e 173 del d.lgs. n.50/2016, oltre alla violazione delle linee guida ANAC n. 2 del 21 settembre 2016 (parte V, primo paragrafo, ultimo periodo) e l'eccesso di potere per sviamento.

Essa si duole, essenzialmente, del fatto che gli elementi di valutazione delle offerte sarebbero generici per non aver stabilito i c.d. "requisiti minimi" ai quali l'offerta dovrebbe corrispondere. Ciò si porrebbe in violazione dell'art. 171, comma 1, lett. a), del d.lgs n.50/2016e con il principio di trasparenza.

Secondo ilTar Lombardia, Milano, sez. IV, 16 febbraio 2018, n. 470la censura è infondata.

"Ai sensi del disposto degli artt. 171 e 173 del d.lgs. n.50/2016, non i requisiti minimi, bensì i criteri di aggiudicazione devono essere determinati, al fine dell'attribuzione del punteggio alle offerte.

Né risulta condivisibile la tesi dell'istante per la quale non sarebbe possibile, mancando i "requisiti minimi", valutare le "proposte migliorative" (cioè uno degli elementi di valutazione della proposta) e che la tabella dei giudizi della lettera d'invito, nella parte dedicata agli elementi qualitativi del servizio (pagg. 21 e 22), dovesse essere completata proprio con l'indicazione dei requisiti minimi.

Infatti, il capitolato speciale prevedeva gli obblighi del concessionario, dunque, il livello minimo delle sue prestazioni, mentre la lettera d'invito (pag. 19, punto 5) indicava varie tipologie di proposte migliorative (per esempio: eventi speciali destinati ad allargare l'utenza potenziale della struttura, proposte specifiche per fasce giovanili, fasce deboli e anziani, proposte di collaborazione gratuite con il Comune, ecc.).

Da tali elementi si evince, quindi, che il concorrente aveva tutti gli elementi per poter formulare la sua offerta e, più specificamente, la propria proposta migliorativa. Del resto, la ricorrente medesima, proprio basandosi sulle succitate informazioni ha formulato un'intera porzione della sua offerta dedicata alle proposte migliorative".

Infine è doveroso sottolineare quanto taciuto dal Tar meneghino, ovvero che i requisiti minimi devono essere indicati per le varianti (cfr. art. 95, c. 14), e non già per le mere soluzioni migliorative, le quali si distinguono ontologicamente dalle prime.Al riguardo è stato infatti affermato in giurisprudenza che le soluzioni migliorative si differenziano dalle varianti perché le prime possono liberamente esplicarsi in tutti gli aspetti lasciati aperti a diverse soluzioni sulla base del progetto posto a base di gara ed oggetto di valutazione dal punto di vista tecnico, rimanendo comunque preclusa la modificabilità delle caratteristiche progettuali già stabilite dall'amministrazione; le seconde, invece, si sostanziano in modifiche del progetto dal punto di vista tipologico, strutturale e funzionale, per la cui ammissibilità è necessaria una previa manifestazione di volontà della stazione appaltante, mediante preventiva disposizione contenuta nella disciplina di gara e l'individuazione dei relativi requisiti minimi che segnano i limiti entro i quali l'opera proposta dal concorrente costituisce unaliudrispetto a quella prefigurata dall'amministrazione.

Ne deriva che possono quindi essere considerate proposte migliorative tutte quelle precisazioni, integrazioni e migliorie che sono finalizzate a rendere il progetto prescelto meglio corrispondente alle esigenze della stazione appaltante, senza tuttavia alterare i caratteri essenziali delle prestazioni richieste (cfr. Cons. Stato, Sez. V, 10/1/2017, n. 42; 16/4/2014, n. 1923;17/01/2018 gennaio 2018, n. 269).

Sitografia:

www.giustizia-amministrativa.it
www.giurisprudenzappalti.it