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L'obbligo di rotazione è sempre valido?

Synetich Srl

 

È sorta una controversia in merito a una gara per la fornitura di un servizio di supporto (software) con finalità di monitoraggio e controllo informatizzato del rispetto degli obblighi contrattuali riguardanti i servizi esternalizzati di un'Azienda sanitaria locale.

La controversia

L'impresa, impugnando gli artt. 30 e 36 del D. LEG.VO 50/2016 (obbligo di rotazione), contestava l'aggiudicazione a una ditta in quanto già affidataria ex ante di un servizio avente a oggetto un software per la manutenzione e controlli di sicurezza dei dispositivi elettromedicali. Sul punto, ossia in materia di contratti pubblici al di sotto della soglia comunitaria, l'art. 36 DEL D. LEG.VO 50/2016, comma 1, stabilisce l'obbligo del rispetto del principio di rotazione degli affidamenti e degli inviti per garantire l'effettiva possibilità di partecipazione alle gare delle: microimprese, piccole e medie imprese.

La ratio

La motivazione alla base di ciò è da ricercare nella ratio di evitare che il cosiddetto “gestore uscente” possa sfruttare la conoscenza acquisita in itinere della precedente gestione per imporsi sugli altri operatori economici, nonostante anche questi ultimi siano chiamati dalla stazione appaltante a presentare offerta (v. C. Stato 12/06/2019, n. 3943). La normativa ha quindi lo scopo di impedire che la procedura di selezione del contraente si traduca in una semplice rinnovazione del rapporto contrattuale scaduto, dando così luogo a una sostanziale elusione delle regole della concorrenza e andando così a discapito degli operatori più deboli del mercato, privati, nel tempo, della possibilità di accesso a ogni prospettiva di aggiudicazione (v. C. Stato 05/03/2019, n. 1524).

Il Tar ha stabilito che:

Sulla base di tali considerazioni, normative e orientamenti, il TAR Veneto 03/06/2020, n. 492 ha stabilito che “non può configurarsi una violazione del principio di rotazione se il servizio oggetto dell'appalto sia diverso da altri servizi di cui l'operatore economico sia stato affidatario in precedenza”. In ragione del fatto che, se il servizio è diverso, cade il presupposto della maggiore conoscenza ed esperienza nei confronti degli altri partecipanti in gara. E quindi, nel caso in cui i servizi siano diversi (come in questa circostanza) la partecipazione (e l'ipotetica aggiudicazione) deve ritenersi legittima in ragione del fatto che il medesimo operatore non può considerarsi “affidatario uscente” del servizio oggetto del nuovo appalto.

 

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