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Le casseforme nei cantieri: guida all'uso

Synetich Srl

 

Le casseforme sono delle attrezzature provvisionali di lavoro. Tendenzialmente le si utilizza per realizzare opere e/o strutture volte al contenimento del calcestruzzo durante le fasi di getto e maturazione per conferire allo stesso la forma e la qualità desiderata.   Queste strutture sono “generalmente costituite da sottosistemi, componenti ed elementi al fine di conseguire configurazioni congruenti con il manufatto da realizzare”. Le casseforme “devono essere oggetto di un dimensionamento e di un'analisi funzionale alla realizzazione dell'opera e/o della struttura alla quale sono destinate”, pertanto è opportuno ricordare che, durante il montaggio, l'uso e lo smontaggio di queste attrezzature, il lavoratore “è soggetto a rischi elevati e deve utilizzare il manuale di uso e manutenzione”. Per ridurre i rischi “è essenziale il contributo del fabbricante, del progettista e dell'impresa esecutrice”. Le caratteristiche e i rischi connessi alle casseforme sono racchiusi nel recente “Quaderno Tecnico per i cantieri temporanei o mobili”, realizzato dal Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici dell'Inail - dal titolo “Casseforme”.
Nello specifico, il nuovo quaderno tecnico è incentrato principalmente su 3 temi, che verranno trattati nell'ordine in cui vengono presentati, ossia:

  • Normativa e classificazione delle casseforme;

  • indicazioni per la scelta e il montaggio delle attrezzature;

  • indicazioni per l'uso, la trasformazione e lo smontaggio.  

 
Normativa e classificazione delle casseforme

Luca Rossi, Francesca Maria Fabiani e Davide Geoffrey Svampa (gli autori del documento) si soffermano sulla tipologia e sulla normativa tecnica di queste attrezzature. La norma di riferimento è la UNI 11763-1: 2019 - Attrezzature provvisionali - Casseforme - Parte 1, in cui vengono definite le casseforme verticali - Requisiti generali per la progettazione, la costruzione e l'uso, norma che classifica le casseforme verticali, vale a dire quelle necessarie per la realizzazione di un manufatto avente inclinazione sulla verticale non maggiore di 5°.
Possono essere suddivise in:

  • prefabbricate: “le casseforme prefabbricate sono allestite in cantiere e realizzate con elementi e componenti prefabbricati. Esse sono assemblate e utilizzate secondo le istruzioni di allestimento, installazione ed uso, redatte dal fabbricante”;

  • di più fabbricanti: “le casseforme di più fabbricanti sono allestite in cantiere mediante elementi e componenti prefabbricati, destinati all' impiego come cassaforma, prodotti da fabbricanti diversi”;

  • allestite in cantiere: “le casseforme allestite in cantiere sono predisposte con materiali anche diversi ed elementi non specificatamente destinati all'impiego come cassaforma (per esempio: tavole e travetti di legno, profili e lamiere metalliche), privi di documentazione a corredo”.

 

Le casseforme verticali, inoltre, possono essere suddivise in:

  • a telaio;

  • componibili a travi e correnti;

  • a pannelli multistrato;

  • a perdere;

  • modulari;

  • tradizionali;

  • monolitiche;

  • curvilinee regolabili;

  • dedicate.      

 
Indicazioni per la scelta e il montaggio delle attrezzature

La scelta in merito al montaggio, all'uso, alla trasformazione e allo smontaggio della cassaforma “devono essere eseguite nel pieno rispetto del D.LGS. 81/08 e del manuale di uso e manutenzione che ha la finalità di trasferire le conoscenze acquisite e le informazioni necessarie all'impresa esecutrice per garantirne le condizioni d'uso previste”.
Il manuale d'uso e manutenzione, infatti, deve contenere:

  • le caratteristiche funzionali e prestazionali della cassaforma e i limiti di impiego;

  • gli schemi funzionali delle possibili configurazioni d'impiego della cassaforma e dei componenti che la costituiscono;

  • le azioni sulla cassaforma e quelle trasmesse dalla stessa all'ambiente circostante;

  • le modalità per portare a termine in sicurezza il montaggio, l'uso, la trasformazione, lo smontaggio, il deposito e il trasporto;

  • le informazioni sulla corretta movimentazione e/o sollevamento, sempre in sicurezza.

 

Inoltre, la scelta della cassaforma da adottare in una specifica realizzazione è fortemente condizionata dai rischi da eliminare e/o ridurre, da individuare nello svolgimento dell'attività di valutazione dei rischi.
La decisione in merito va presa tenendo in considerazione:

  • l'altezza del getto da realizzare;

  • la geometria dell'opera da realizzare (parete, pilastro, superficie curvilinea, aggetti);

  • la tolleranza e qualità di finitura del paramento di calcestruzzo;

  • la pressione massima esercitata dal calcestruzzo fresco;

  • le modalità di assorbimento della spinta del calcestruzzo (tiranti o sistemi di contrasto);

  • le modalità di getto;

  • le modalità di compattazione del calcestruzzo;

  • le modalità di stabilizzazione delle casseforme.

 

Il montaggio consiste, de facto, “in tutte le fasi che precedono l'uso” e può essere scomponibile nelle seguenti fasi:

  1. stoccaggio;

  2. movimentazione;

  3. allestimento;

  4. installazione;

  5. applicazione del disarmante;

  6. controllo della corretta installazione.  

In particolare, durante il montaggio “l'impresa esecutrice deve verificare e, se necessario, effettuare la pulizia dei componenti della cassaforma ed in particolare le superfici a contatto con il calcestruzzo. L'applicazione del disarmante deve essere effettuata in maniera da non compromettere l'aderenza delle armature al calcestruzzo. Durante il montaggio, l'impresa esecutrice deve verificare e gestire la compatibilità tra la cassaforma e le barre di armatura”.

 
Indicazioni per l'uso, la trasformazione e lo smontaggio

L'uso della cassaforma, ossia la fase in cui si “contiene” il calcestruzzo durante il getto e la maturazione. La cassaforma deve essere utilizzata dall'impresa nel rispetto dei limiti prestazionali, delle condizioni di impiego, dello stoccaggio, dei disegni esecutivi e degli schemi funzionali previsti da chi l'ha fabbricata. Con “trasformazione della cassaforma” si intendono le fasi lavorative comprese tra in due utilizzi successivi. Inoltre, l'impresa esecutrice deve assicurare il rispetto dei limiti prestazionali, delle condizioni di impiego, dello stoccaggio, dei disegni esecutivi e degli schemi funzionali previsti dal fabbricante. Per smontaggio, invece, si intendono tutte le fasi dopo l'ultimo utilizzo. La cassaforma deve quindi essere smontata dall'impresa esecutrice nel rispetto dei limiti prestazionali, delle condizioni di impiego, dello stoccaggio, dei disegni esecutivi e degli schemi funzionali previsti dal fabbricante.

 

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