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La proroga tecnica di un contratto

Synetich Srl

 

La disposizione contrattuale predispone che, in caso di impossibilità nella prosecuzione di un lavoro da parte di un aggiudicatario, il contratto deve essere prorogato fino:

  • alla stipula di un nuovo contratto con un nuovo aggiudicatario;

  • a quando un nuovo aggiudicatario non inizia l'esecuzione del lavoro.

La motivazione di ciò sta nel fatto che l'appaltatore, impegnato nell'esecuzione di un servizio pubblico essenziale, è di fatto obbligato a proseguire la realizzazione dei lavori previsti dal contratto fino al subentro del nuovo aggiudicatario.

 
La normativa di riferimento

La pattuizione in questione è contenuta nell'art. 106, comma 11, del d.lgs. n. 50 del 2016 che dichiara che “la proroga è limitata al tempo strettamente necessario alla conclusione delle procedure necessarie per l'individuazione di un nuovo contraente. In tal caso, il contraente è tenuto all'esecuzione delle prestazioni previste nel contratto agli stessi prezzi, patti e condizioni o più favorevoli per la stazione appaltante”. I commi 2 e 3 dell'art. 7 del contratto, invece, determinano l'obbligo, da parte dell'appaltatore, di accettazione integrale delle condizioni del contratto originario e che quest'ultimo non potrà richiedere risarcimenti per l'uso, la manutenzione o la sostituzione dei mezzi in dotazione.

 
La tesi della società

Secondo la società, una volta che il bando di gara viene annullato per carenza di offerte o per mancanza di offerte idonee, bisogna considerare il contratto definitivamente cessato e, quindi, la stazione appaltante non può più disporre la proroga del contratto, come invece è accaduto. Tuttavia, la tesi della società non può essere considerata valida dal momento che la proroga è stata effettuata, in primis, con l'obiettivo di non interrompere un servizio pubblico essenziale, come concordato nel contratto, in un momento in cui l'accordo era ancora vigente e, in secundis, per  le tempistiche necessarie per rispettare le osservanze della nuova gara (bandita dalla stazione appaltante) prima di individuare un nuovo aggiudicatario del servizio, per motivazioni estranee alla legittimità degli atti amministrativi in questione.
Inoltre, non è rilevante per la legittimità della proroga l'annullamento della seconda procedura di gara perché, nonostante sia giunta una (sola) offerta, la stazione appaltante ha deciso di occuparsene autonomamente, mentre, spetta all'amministrazione la facoltà di:

  • valutare l'offerta;

  • decidere se gestirla in proprio o meno, oltretutto in una situazione caratterizzata dal totale, o quasi, disinteresse per il servizio in questione dato il numero di offerte pervenute.  

La conclusione della vicenda

L'art. 106, comma 11, del d.lgs. n. 50 del 2016 stabilisce che il contraente è obbligato, nella fase di proroga, a eseguire le prestazioni che erano previste nel contratto agli stessi prezzi, patti e condizioni; inoltre, il periodo di proroga non può durare (e non è durato) più di sei mesi perché sia legittimo e nel rispetto del principio di proporzionalità. E quindi, la società ha dovuto proseguire lo svolgimento del servizio in virtù della proroga tecnica, che invece la società non riteneva più valida in ragione della cessazione sia del contratto sia della remunerazione.

 

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