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La mediazione in attesa della conversione

Synetich Srl

 

Negli ultimi giorni di agosto, quasi in sordina, è stato dato il via libera in commissione “Affari costituzionali e Lavori pubblici” del Senato a un emendamento delle opposizioni che ha avuto il sì del governo: le disposizioni volte a sbloccare gli appalti inserite nel decreto Semplificazioni saranno efficaci fino al 31 dicembre 2021, anziché fino al 31 luglio del medesimo anno, come originariamente indicato.

 
Fenomenologia della modifica

L'emendamento approvato è stato però riformulato: in prima battuta, nella proposta originale era stato suggerito di fissare la scadenza al 31 dicembre 2023. È stata quindi raggiunto un compromesso dalle parti, attuato attraverso una durata inferiore rispetto a quella presentata nelle proposte di modifica dei partiti di opposizione. Fino al 31 dicembre è quindi previsto l'affidamento diretto per lavori con importo inferiore a 150.000 euro. L'affidamento dei lavori sopra a tale soglia avverrà mediante procedura negoziata e senza bando, previa consultazione di un numero di operatori variabile, sino alla soglia comunitaria (5,3 milioni).

 
I nodi ancora da sciogliere

Quello appena descritto è solo il primo passaggio per un dl che dovrà essere convertito in legge entro il 14 settembre. Al di là delle proposte giudicate inammissibili, rimangono ancora da vagliare circa 1.700 emendamenti. Nonostante la mediazione raggiunta e senza addentrarsi in specificazioni eccessive, non mancano di certo “zone rosse” (dal punto di vista degli argomenti da toccare), sia all'interno della maggioranza sia tra questa e l'opposizione. Alcuni sono contrari alle misure sull'edilizia, in quanto agevolano demolizioni e ricostruzioni. Altri vorrebbero “sburocratizzare” l'ammodernamento degli stadi di calcio, in ragione del loro essere progetti in cui si arenano miliardi di euro e migliaia di posti di lavoro. Sul punto, la norma da inserire prevede che si possa avviare la demolizione, la trasformazione e/o la ricostruzione in seguito all'approvazione del Comune.

 
Il potenziamento del Durc

Dalla maggioranza un emendamento vicino agli interessi della Cgil, in quanto è stata avanzata una proposta che ambisce a contrastare il lavoro nero nei cantieri. Il Durc, Documento Unico di Regolarità Contributiva, diventerebbe obbligatorio per poter usufruire del superbonus al 110%. Inoltre, dovrebbe anche essere comprensivo della “verifica di congruità” sulla mano d'opera, per assicurare la proporzionalità tra il numero di unità impiegate e la mole di lavoro da portare a termine. Sul punto, la Cgil ritiene che una efficace ripresa possa essere “pienamente garantita” attraverso un'occupazione di qualità e in sicurezza, anche volta alla tutela delle imprese corrette “che non possono subire la concorrenza sleale dei 'furbetti del cantierino' o di chi si improvvisa imprenditore edile”.

 
Le tematiche meno conflittuali

Dovrebbero invece riguardare le modifiche per abbassare la soglia per l'affidamento a 75.000 euro in caso di servizi di ingegneria e architettura. Un simile esito dovrebbe anche riguardare l'emendamento volto a rendere obbligatoria la pubblicazione del bando anche per i lavori sotto-soglia, con l'aggiunta del principio di rotazione, per garantire ed evitare che l'aggiudicazione dell'appalto venga assegnata sempre ai medesimi attori.

 

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