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L'omessa indicazione di una precedente revoca di un contratto determinata dalla mancata integrazione documentale da parte dell'operatore economico è idonea ad integrare il cd. illecito professionale di cui all'art. 80, comma 5, lett. c) del Codice dei con

Federica Dascoli

Secondo la stazione appaltante si, che infatti ha escluso l'offerente.

Secondo ilTar Campania, Napoli, sez. I, 28 marzo 2018, n. 455no, che infatti ha accolto il ricorso avverso l'esclusione!

"l'onere dichiarativoposto in capo all'operatore economicoattiene esclusivamente a carenze verificatesi nella fase di esecuzione del contratto, non anche nella fase precedente alla stipula del contratto. Qualora le carenze (anche solo ipotetiche) si siano verificate nella fase di esecuzione di un contratto di appalto o di concessione è richiesto all'operatore economico, sulla base dei principi di correttezza e buona fede, che ormai informano pienamente il rapporto p.a. – privato già nella fase dell'evidenza pubblica, di fornire tutte le informazioni rilevanti con la maggiore ampiezza e chiarezza possibile. Non può, invece, l'operatore economico arbitrariamente scegliere quali fatti dichiarare, perché il giudizio sulla gravità o meno degli stessi spetta, comunque, alla stazione appaltante; tale onere dichiarativo, però, non può che attenere a vicende verificatesi nella fase di esecuzione dell'appalto o della concessione.

Non è, invece, tenuto l'operatore economico a denunciare, ad esempio, intervenute revoche di precedenti gare che, come tali, possono ammettersi solo fino alla stipula del contratto.Tali ipotesi non sarebbero mai idonee a integrare la causa di esclusione prevista dall'art. 80, comma 5, lett. c) e, quindi, non sorgono, di conseguenza, neanche quegli oneri informativi richiamati nell'ultima parte della norma. Se, infatti, l'eventuale revoca di una gara non può essere valorizzata dalla stazione appaltante ai fini dell'esclusione dalla gara dell'operatore economico è inutile palesarla alla stazione appaltante che, comunque, non potrebbe per tale omissione escludere l'impresa. Tanto emerge dal correlato principio di tipicità della cause di esclusione, previsto dall'art. 83, comma 8 (che riprende, sia pur non in maniera identica, l'abrogato art. 46, comma 1 bis, d.lgs. 163/2006). Né l'omissione di una pregressa revoca della gara può rientrare, più in generale, nelle informazioni che andavano fornite "ai fini del corretto svolgimento della gara". Tra queste rientrano quelle che sono utili per consentire che la gara segua il suo naturale corso nel rispetto dei principi di concorrenza, parità della armi e favor partecipationis. In quest'ottica non rilevano le informazioni di cui si discute.

Ne deriva, dunque, che, da un lato, la società ricorrente non era tenuta a dichiarare che una precedente gara indetta dal Comune era stata revocata né la stazione appaltante avrebbe potuto escluderla per tale omissione.

Né rileva che, come sostiene il Comune, la revoca dell'aggiudica sia stata determinata dalla mancata integrazione documentale da parte della ricorrente, in quanto, come esposto sopra, anche in questo caso, peraltro contestato dalla ricorrente,non si ricade nelle ipotesi di cui all'80, comma 5, lett. c) che richiede necessariamente la stipula del contratto e, quindi, l'esecuzione del relativo rapporto.

Ne consegue che il ricorso principale è fondato e per l'effetto il provvedimento di esclusione impugnato va annullato".

Fonte:

www.giustizia-amministrativa.it
www.giurisprudenzappalti.it