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Italia e UE più vicine sugli appalti dopo il Dl. Semplificazioni

Synetich Srl

 

Dal 17 luglio 2020, giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto legge Semplificazioni, le stazioni appaltanti avranno la facoltà di escludere dalle gare tutti gli operatori economici rei di non aver pagato imposte e contributi previdenziali anche in caso di accertamento non definitivo; per la precisione, tale disposizione è contenuta nell'articolo 8 del dl 16 luglio 2020, n.76.
L'articolo 80 del codice dei contratti pubblici, ossia il dlgs. 18 aprile 2016, n. 50, stabilisce quali siano le irregolarità che, al momento di selezione delle offerte, comportino l'esclusione dei soggetti iscritti.

 
Pre Dl. Semplificazioni

Oltre alle sentenze definitive di condanna per tipologie di reato contraddistinte da peculiare disvalore e/o indice di pericolosità sociale dovute alla natura pubblica dell'appalto, il mancato pagamento di imposte, versamento di tasse e contributi comportava l'esclusione dalla gara in caso di “negligenze”, quelle sopracitate, gravi e accertate. La definitività dell'infrazione scaturisce dal passaggio della sentenza in giudicato o da un accertamento dell'organo amministrativo non più soggetto a impugnazione. La gravità è invece determinata da un fattore quantitativo: il “punto di non ritorno” è fissato ai 5.000 euro. Infine, l'operatore economico aveva la possibilità di “svincolarsi” dall'esclusione attraverso l'ottemperanza del pagamento o mediante l'assunzione vincolante di impegno per il pagamento di quanto dovuto più eventuali interessi o multe, a patto che il suddetto pagamento o l'impegno fossero stati ufficializzati prima della deadline per la presentazione delle domande.

 
Post Dl. Semplificazioni

Come anticipato nelle prime righe dell'articolo, il dl. in questione conferisce alla stazione appaltante, qualora fosse a conoscenza e in grado di dimostrare le gravi indolenze - ove il “gravi” è determinato dal criterio quantitativo precitato - da parte dell'operatore economico, il potere di escluderlo dalla gara anche senza accertamento, in quanto è sufficiente che l'operatore sia soggetto a controlli. L'inserimento della novella nel provvedimento in questione è propedeutica anche per il superamento di alcune contestazioni giunte all'Italia da Bruxelles e Strasburgo: l'articolo 80, comma 4, della procedura d'infrazione della direttiva 2014/23/Ue era in netto contrasto con la precedente normativa italiana. La novità introdotta dalla “madre di tutte le riforme”, invece, stabilisce che, dalla sua stessa entrata in vigore, non si possa partecipare alla gara se “macchiati” da dolo di mancato pagamento o versamento di imposte, allineando così la normativa nazionale con quella sovranazionale.

 

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