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Illegittima la gara indetta da una ASL priva della qualifica di stazione appaltante

Federica Dascoli

Una ASL non qualificata come stazione appaltante non può spendere all'esterno la propria capacità di autoorganizzazione indicendo gare, in quanto priva della relativa capacità di agire.

Con la sentenza TAR Veneto, Venezia, del 9 marzo 2018, n. 275, viene affrontato il tema dellaqualificazione delle stazioni appaltanti, che costituisce una delle principali novità del d.lgs. n. 50/2016.

In particolare, all'art. 38 del nuovo codice dei contratti pubblici, è prevista l'istituzione di un appositoelenco delle stazioni appaltanti qualificatedi cui fanno parte anche le centrali di committenza tenuto dall'ANAC.

Tale previsione non risulta ancora operativa in quanto non sono state ancora adottate le previste disposizioni attuative ma l'art. 216, comma 10 del medesimo testo normativo prevede, in ogni caso, che "fino alla data di entrata in vigore del sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti di cui all'art. 38, i requisiti di qualificazione sono soddisfatti mediante l'iscrizione all'anagrafe di cui all'articolo 33-ter del DL 18.10.2012 n. 179....", alla stregua del quale "è istituita presso l'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture l'Anagrafe unica delle stazioni appaltanti", a cui, appunto, le stazioni appaltanti hanno l'obbligo di richiedere l'iscrizione.

Nel caso di specie, sulla base di tale ultima disposizione, il TAR Veneto, preso atto che la ASL che aveva indetto la procedura di gara oggetto di contestazione non risultava iscritta all'Anagrafe unica delle stazioni appaltanti, ha ritenuto che la stessa fossepriva della qualifica di "stazione appaltante"nonché del correlativo potere di indire la procedura concorsuale in parola, che è stata per tale effetto annullata.

Fonte (Appaltiecontratti.it)