News

Il conflitto d’interessi sussiste anche se la gara è gestita dalla CUC

Federica Dascoli

Sussiste conflitto d'interessi qualora una gara, gestita da una Centrale Unica di Committenza, veda aggiudicataria l'offerta di un'impresa in cuiil progettista redattore dell'offerta migliorativa era figlio del RUP di un Comune aderente alla CUC?

Ecco la risposta affermativa delTar Campania, Napoli, sez. I, 28 marzo 2018, n. 462

"1) il conflitto di interessi trae origine dal rapporto di parentela diretta, padre-figlio, tra il R.U.P. designato non dichiarato all'atto della partecipazione alla gara;

2) di tale rapporto di parentela, l'Amministrazione è venuta a conoscenza a seguito della istanza di autotutela della controinteressata;

3) in riscontroil R.U.P., rappresentava «che il procedimento di gara per l'aggiudicazione dei lavori in oggetto è stato svolto dalla Stazione Unica Appaltante dell'Unione dei Comuni e che, nell'ambito di tale procedimento di gara, il sottoscritto non ha svolto alcuna funzione né espletata alcuna attività»;

4) la nota indirizzata dal R.U.P., alla S.U.A., con la quale ha «segnalato di essere venuto a conoscenza che il proprio figlio, ha collaborato alla redazione delle elaborazioni specialistiche per la redazione dell'offerta tecnica di un concorrente» e che «pertanto, ... intende astenersi da ogni attività nell'espletamento della procedura di aggiudicazione da parte della Stazione Unica Appaltante» (riscontrata in pari data dal Responsabile della S.U.A., il quale, preso atto della segnalazione, gli ha comunicato che «in conformità della prassi consolidata e del Regolamento S.U.A., tutte le attività saranno svolte dal Seggio di gara-Commissione di aggiudicazione ... e ... dal sottoscritto Responsabile»):

a) interviene a circa un mese di distanza dalla pubblicazione del bando (è stata infatti acquisita al prot. n. 26 del 15 febbraio 2017), vale a dire in un momento in cui le funzioni del R.U.P. (che afferiscono alle fasi della programmazione, della progettazione, dell'affidamento e dell'esecuzione, ai sensi dell'art. 31, d.lgs. n. 50/2016) dovevano aver trovato già una quanto meno parziale esplicazione;

b) non è stata mai comunicata al Comune, né risulta depositata in atti dell'U.T.C. (né lo stesso R.U.P. ne fa cenno nella richiamata nota di riscontro alla richiesta di chiarimenti del Segretario comunale, prot. n. 3521 del 21 giugno 2017); sicché, ad oggi, il OMISS continua a ricoprire il ruolo di R.U.P. dei lavori oggetto della procedura di gara (peraltro nella anomala dichiarata condizione di non aver svolto alcun atto della procedura di aggiudicazione).

In ultima analisi, il R.U.P. ha dichiarato l'intenzione di far luogo a una atipica forma di astensione "in fatto", anziché mettere il Comune di cui risulta dipendente nelle condizioni di formalizzare tale astensione (e all'occorrenza ripetere le fasi procedimentali già svolte in costanza della situazione di conflitto di interessi).

Alla luce di tutto quanto sopra rappresentato, il Collegio ritiene che la determinazione comunale di annullamento dell'aggiudicazione (e di esclusione della ricorrente) sia immune dai vizi allegati.

La decisione del Comune, infatti, non può essere censurata una volta acclarato:

– il riferito legame di parentela;

– l'omessa comunicazione dello stesso da parte della ricorrente, in sede di partecipazione alla gara;

– l'omessa comunicazione dello stesso da parte del R.U.P. al Comunedi cui risulta dipendente e nel cui interesse operava la S.U.A."

Fonte:
www.giustizia-amministrativa.it
www.giurisprudenzappalti.it