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I soggetti aggregatori nell'ambito degli appalti pubblici

Federica Dascoli




Il Tar Lazio realizza una ricognizione sulla tematica dei soggetti aggregatori nel contesto degli appalti pubblici, con particolare riferimento alle centrali di committenza e ai soggetti aggregatori qualificati inseriti nell'Anagrafe unica delle stazioni appaltanti
Nel caso di specie, veniva contestata davanti al Tar romano la legittimità di una Centrale Unica di Committenza rispetto all'indizione di una gara, in quanto la suddetta CUC non sarebbe stata dotata di idonea qualificazione.
L'Anagrafe Unica delle stazioni appaltanti e l'elenco dei soggetti aggregatori
L'art. 33-terdel d.l. 18.10.2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla l. 17.12.2012, n. 221, aveva istituito l'Anagrafe unica delle stazioni appaltanti (AUSA), presso l'AVCP, obbligando le stazioni appaltanti a richiedere l'iscrizione ai sensi dell'art. 62-bis d.lg. 7.03.2005, n. 82.
L'art. 9 del D.L. n. 66/2014 (conv. in legge 89/2014), commi 1 e 2, ha istituto, nell'ambito della predetta Anagrafe, un ulteriore elenco, quello dei «soggetti aggregatori», al quale sono iscritti"di diritto"Consip S.p.A.e una centrale di committenza per ogni Regionee, previa valutazione del possesso di specifici requisiti individuati con DPCM (11.11.2014), anche«i soggetti diversi da quelli di cui al comma 1 che svolgono attività di centrale di committenza ai sensi dell'art. 33 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163», fino ad un massimo di 35 soggetti. Il sistema è stato confermato anche dal nuovo Codice del 2016 che all'art. 213, co. 16, ha affidato all'ANAC il compito di gestire tale elenco.
Gli acquisti dei comuni non capoluogo e gli altri soggetti aggregatori
Il medesimo art. 9 del D.L. n. 66/2014 (conv. in legge n. 89/2014) soprarichiamato, oltre ad istituire ai commi 1 e 2 l'elenco dei Soggetti Accentratori, stabilendone il numero massimo (35 operatori), al successivo comma 4, modifica l'allora vigente Codice, disponendo all'art. 33, comma 3-bis, per i Comuni non capoluogo di provincia che essi procedono all'acquisizione di lavori, beni e servizi nell'ambito delleunioni dei Comunidi cui all'articolo 32 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, ove esistenti, ovvero costituendo un appositoaccordo consortiletra i Comuni medesimi e avvalendosi dei competenti uffici anche delle Province, ovvero ricorrendo ad unsoggetto aggregatoreo alle Province, ai sensi della legge 7 aprile 2014, n. 56. In alternativa, gli stessi Comuni possono acquisire beni e servizi attraverso glistrumenti elettronici di acquisto gestiti da Consip S.p.A. o da altro soggetto aggregatore di riferimento.

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Fonte:
www.giurdanella.it

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