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Decreto Sostegni-bis: ci siamo! E Buia apre ai privati

Synetich Srl

 

Dopo aver ricevuto il sì da parte della Camera dei deputati, è prevista, entro il 24 luglio, l'approvazione definitiva da parte del Senato sul testo della legge di conversione del Decreto-Legge 25 maggio 2021, n. 73 (Decreto Sostegni-bis) recante “Misure urgenti connesse all'emergenza da COVID-19, per le imprese, il lavoro, i giovani, la salute e i servizi territoriali”.  

 
La revisione dei prezzi dei materiali

Uno dei principali elementi di novità contenuti nel disegno di legge di conversione risiede nel nuovo articolo 1-septies che prevede disposizioni urgenti in materia di revisione dei prezzi dei materiali nei contratti pubblici. Tale disposizione è divenuta necessaria dopo l'aumento vertiginoso e indiscriminato dei prezzi dei materiali da costruzione.
Sul punto, la soddisfazione del Presidente dell'Ance Gabriele Buia:

Con l'approvazione della norma sul caro materiali possiamo tirare un sospiro di sollievo e scongiurare la chiusura di migliaia cantieri. Un risultato importante che abbiamo ottenuto grazie all'attenzione dimostrata da Governo e Parlamento alle nostre istanze nell'interesse della crescita e della ripresa dell'intera economia".  
 
Il Decreto Sostegni-bis nel dettaglio

In aggiunta, la nuova disposizione normativa prevede l'emanazione di un provvedimento attuativo da parte del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili (MIMS) finalizzato alla rilevazione delle variazioni percentuali, sia in aumento sia in diminuzione e superiori all'8 per cento, verificatesi nel primo semestre del 2021, dei singoli prezzi dei materiali da costruzione più significativi.  
Per i materiali da costruzione caratterizzati da queste variazioni percentuali si procederà attraverso compensazione, in aumento o in diminuzione.
La compensazione sarà determinata applicando alle quantità dei singoli materiali (impiegati nelle lavorazioni eseguite e contabilizzate dal direttore dei lavori dal 1° gennaio 2021 fino al 30 giugno 2021) le variazioni dei relativi prezzi rilevate dal decreto del MIMS al momento dell'offerta, oltre l'8% se in riferimento all'anno 2021 ed eccedenti il 10% complessivo se riferite a più anni.  
Per le variazioni in aumento, a pena di decadenza, l'appaltatore dovrà presentare alla stazione appaltante la richiesta di compensazione entro quindici giorni dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto del MIMS.
Per quelle in diminuzione, invece, la procedura sarà avviata direttamente dalla stazione appaltante, sempre entro quindici giorni dalla precitata data e sarà poi il responsabile del procedimento ad accertare, mediante proprio provvedimento, il credito della stazione appaltante e a effettuare eventuali recuperi.

 
Il quadro economico: cosa rientra e cosa no

Ogni stazione appaltante provvede alle compensazioni nei limiti del 50% delle risorse appositamente riservate per imprevisti nel quadro economico di ogni intervento, ma con alcune eccezioni:

  • somme relative agli impegni contrattuali già assunti;

  • ulteriori somme a disposizione della stazione appaltante per lo stesso intervento e stanziate annualmente.

Possono, invece, essere utilizzate:

  • le somme provenienti dai ribassi d'asta (nel caso in cui non sia prevista una diversa destinazione in base alle normative in vigore);

  • le somme disponibili da altri interventi ultimati di competenza della medesima stazione appaltante e per i quali sono stati eseguiti i collaudi ed emanati i certificati di regolare esecuzione nel rispetto delle procedure contabili della spesa, nei limiti della residua spesa autorizzata disponibile alla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto Sostegni-bis.

 
Il Fondo per l'adeguamento dei prezzi: parità di accesso e proporzionalità

È stato istituito un Fondo per l'adeguamento dei prezzi, con una dotazione di 100 milioni di euro per l'anno 2021. Tramite decreto del MIMS, adottato entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto Sostegni-bis, sono state stabilite le modalità di utilizzo del Fondo, in modo da garantire sia la parità di accesso per le imprese di costruzione sia la proporzionalità nell'assegnazione delle risorse.  

 
E i cantieri privati?
Come Ance - ha affermato il Presidente Buia - siamo stati i primi a segnalare alcuni mesi fa questo grave problema che sta mettendo a rischio la realizzazione di interventi infrastrutturali importanti per il futuro del nostro Paese. Ora però bisogna occuparci di tutti gli altri cantieri privati, compresi quelli della ricostruzione nelle zone terremotate” continua il Presidente dei costruttori che chiede “di trovare rapidamente un rimedio analogo anche per i cantieri privati, che rappresentano un elemento importante per la ripresa e per la riqualificazione delle città”.
“Il Paese non può rischiare uno stop sulla tabella di marcia del Pnrr – conclude Buia – e per farlo serve un lavoro di squadra tra imprese e istituzioni per non fallire l'obiettivo della ripartenza”.
 

Linkografia:

Lavoripubblici.it