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Dal D.L. Semplificazioni un Fondo per gli Appalti?

Synetich Srl

 

L'articolo 7 del “Decreto Semplificazioni” (76/ 2020) istituisce il “Fondo per la prosecuzione delle opere pubbliche” nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ma è destinato alle cosiddette opere “sopra-soglia”.

 
Funzionamento e ambiti applicativi

Il “Fondo”, in sintesi, è stato pensato per poter garantire una regolare e tempestiva prosecuzione di tutti quei lavori volti alla realizzazione delle opere pubbliche di importo pari o superiore alle soglie indicate nell'articolo 35 del decreto legislativo 18 aprile 2016 n. 50, nelle situazioni caratterizzate da casi di maggiore fabbisogno finanziario dovuto a esigenze  motivate  nel  rispetto  della  normativa  vigente,  vale a dire  per  le temporanee  insufficienti disponibilità finanziarie annuali. Nonostante la dotazione di risorse per l'anno 2020 sia estremamente limitata (a fronte dei 100 milioni di euro previsti per l'anno successivo), si può considerare un'iniziativa positiva: l'operatività del “Fondo” è infatti concepita come concreto supporto finanziario a copertura di costi maggiori o insufficienti per le disponibilità finanziarie delle stazioni appaltanti.

 
Criticità…

È però importante segnalare la presenza di una contraddittorietà tra alcune indicazioni circa l'utilizzo che può essere fatto delle risorse previste dal “Fondo”:

  • 1. l'ultimo periodo del comma 1 stabilisce l'impossibilità del “Fondo” nel finanziamento di nuove opere;
  • 2. al contempo però, ai sensi del successivo comma 2 e a partire dall'anno 2021, il “Fondo” è incrementato fino a un massimo di 100 milioni di euro “per la realizzazione da parte delle Amministrazioni Centrali e territoriali di nuove opere e infrastrutture o per il rifinanziamento di quelle già previste a legislazione vigente”.


Emerge quindi limpidamente una mancanza di coordinamento tra le disposizioni del comma 1 e quelle del comma 2, per cui, in primis non è chiaro se il “Fondo” possa finanziare “nuove opere” e, in secundis, manca una definizione di tali “nuove opere”.

 
… Esemplificate
Ipotizziamo che nel corso della realizzazione di una nuova scuola sia necessario (rimanendo all'interno delle previsioni dell'articolo 106 del Codice dei Contratti) realizzare opere in origine non previste nel progetto iniziale: esse si configurerebbero come “opere nuove” e quindi non finanziabili dal “Fondo” in ragione del comma 1? Oppure, nell'osservanza del tenore letterale della norma, esse saranno finanziabili a partire dal 2021 come stabilito dal comma 2?
 
Un'interpretazione plausibile

Poiché la motivazione ontologica del “Fondo” è insita nella copertura di maggiori fabbisogni finanziari “dovuti a sopravvenute esigenze motivate nel rispetto della normativa vigente”, sembrerebbe quindi ragionevole sostenere che la “controversia" rilevabile tra il comma 1 e il 2 sia da superare in ragione della possibilità di finanziare anche eventuali nuove opere qualora queste dovessero essere necessarie ai sensi dell'articolo 106 del Codice. Se così non fosse, non sarebbe possibile spiegare il significato da dare alle sopravvenute esigenze motivate nel rispetto della normativa vigente. In aggiunta, sulla base di quanto previsto dal comma 2 in merito alla realizzazione da parte delle Amministrazioni Centrali e territoriali di nuove opere, infrastrutture ecc., si potrebbe anche supporre che il “Fondo” possa intervenire anche a “supporto” delle stazioni appaltanti durante la fase di reperimento delle risorse indispensabili al finanziamento di nuove opere e infrastrutture al di sopra della soglia comunitaria, di fatto configurandosi come un'ulteriore forma di finanziamento degli investimenti. Sembrerebbe questa l'interpretazione più ragionevole, sulla base della finalità che hanno determinato l'istituzione del “Fondo”; tuttavia, come detto in precedenza, gli elementi di incertezza sul finanziamento di “nuove opere” non possono essere tralasciati, in quanto abbastanza rilevanti da limitare l'operatività del “Fondo”, determinando così effetti opposti a quelli voluti. In conclusione e considerato il contributo che il “Fondo” potrebbe significare, è necessario che in fase di conversione il legislatore provveda ad applicare le opportune modifiche in modo da chiarire l'effettiva portata della norma.    

 
 

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