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Costi di manodopera diretti e indiretti

Synetich Srl

 

È sorta una “controversia” in materia di appalti pubblici, inerente alle modalità di quantificazione del costo della manodopera per l'adempimento di un contratto di appalto la cui indicazione è prescritta in offerta dall'art. 95, comma 10, d.lgs. n. 50 del 2016.
Nello specifico, si confuta l'urgenza di inserire all'interno del costo della manodopera la retribuzione dei dipendenti o consulenti esterni impiegati dall'operatore economico per più appalti, o anche tutti, assunti e non per un singolo e specifico appalto. I precitati costi della manodopera vengono definiti “costi indiretti della commessa” dal momento che si riferiscono al personale di supporto all'esecuzione dell'appalto o a servizi esterni. Questi devono essere differenziati da quelli che vengono definiti “costi diretti della commessa”, che invece comprendono quelli legati a tutti i dipendenti impiegati per l'esecuzione della specifica commessa. L'art. 95, comma 10, d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50 stabilisce che: “Nell'offerta economica l'operatore economico deve indicare i propri costi della manodopera e gli oneri aziendali concernenti l'adempimento delle disposizioni in materia di salute e di sicurezza sui luoghi di lavoro ad esclusione delle forniture senza posa in opera, dei servizi di natura intellettuale e degli affidamenti ai sensi dell'articolo 36, comma 2, lett. a)”.

 
Il dato letterale è neutro...

Il dato letterale è neutro perché possa essere inteso sia in senso restrittivo sia estensivo: nel primo caso il riferimento è solamente ai dipendenti subordinati che prestano l'attività esecutiva per lo specifico appalto, mentre, il secondo caso, è comprensivo del fattore – lavoro nella sua interezza, necessario all'esecuzione dell'appalto. Pertanto, in quest'ottica, vi rientrano anche i servizi di supporto e quelli esterni.

 
...Ma...

Tuttavia, è preferibile riferire il costo della manodopera solo ai costi diretti della commessa, e quindi escludere da questi ultimi quelli per le figure professionali coinvolti nella commessa in ausilio e in maniera sporadica secondo esigenze non prevenibili.
L'obbligo di indicare i costi della manodopera in offerta, e la corrispettiva verifica della loro congruità prescritta alla stazione appaltante, risponde all'esigenza di tutela del lavoro sotto il profilo della giusta retribuzione (art. 36 Cost., cfr. Cons. Stato, sez. V, 19 ottobre 2020, n. 6306; V, 22 giugno 2020, n. 3972; V, 10 febbraio 2020, n. 1008); la ratio è impedire che vengano effettuate manovre speculative sulla retribuzione dei dipendenti volte ad alterare l'offerta in gara per renderla maggiormente competitiva rispetto a quelle dei competitors. In ragione di quanto appena scritto, è opportuno riconoscere che l'esigenza di tutela è avvertita proprio per quei dipendenti che vengono impiegati come parte stabile nella commessa, costituendo, di fatto, una voce di costo che può essere articolata nella formulazione dell'offerta per la specifica commessa; di contro, per le figure professionali impiegate indirettamente, e che quindi operano solo occasionalmente, e che lo fanno in maniera trasversale a più contratti, il loro costo non si presta a essere subire variazioni in riferimento all'offerta da presentare per il singolo appalto.

 

Linkografia:

Attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE sull'aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d'appalto degli enti erogatori nei settori dell'acqua, dell'energia, dei trasporti e dei servizi postali, nonche' per il riordino della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture.