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Commissione Lavori Pubblici: come risolvere la questione appalti senza sospendere l'applicazione del Codice

Synetich Srl

Ottava Commissione vs AGCM

Il 24 marzo, l'ottava Commissione del Senato, ossia quella dei lavori pubblici, è stata chiamata a esprimersi riguardo al Pnrr (Piano nazionale di rilancio e resilienza). In netta contrapposizione con il parere dell'Antitrust, che ha invece proposto la sospensione del Codice, il “piano” della Commissione prevede:

  • obbligo di rispetto dei termini per fornire pareri e autorizzazioni;

  • investire nella formazione del personale della pubblica amministrazione “appesantita e poco digitalizzata”;

  • riduzione del numero delle stazioni appaltanti e conseguente accorpamento.

 
Il parere della Commissione

A quanto pare sarebbe possibile velocizzare le procedure di affidamento, ma il problema principale rimane quello legato alle tempistiche delle fasi approvative Sul punto, il parere fornito dalla Commissione inizia con una premessa: sebbene i settori delle infrastrutture e dei trasporti siano sensibilmente esposti alle conseguenze della crisi pandemica, quegli stessi settori sono anche quelli che potrebbero maggiormente sia contribuire alla ripresa, sia beneficiare di investimenti mirati anche con prospettive di lungo periodo. Il responso prosegue poi con un “attacco” alla pubblica amministrazione perché «l'emergenza Covid ha imposto una forte accelerazione ai processi di digitalizzazione in tutti i settori e ha evidenziato i limiti di un'amministrazione pubblica ancora troppo appesantita e poco digitalizzata». Ecco perché la necessità di «garantire priorità agli interventi finalizzati all'attuazione di programmi di rafforzamento, professionalizzazione e specializzazione delle risorse umane interne alle pubbliche amministrazioni, in particolare negli enti locali, che operano nel settore degli appalti». In merito agli interventi del Pnrr, e al rispetto delle loro tempistiche, la Commissione raccomanda di:

  • utilizzare modalità di aggiudicazione dei lavori pubblici che permettano una drastica riduzione dei tempi;

  • velocizzare la capacità di spesa delle amministrazioni centrali e locali in modo da favorire un utilizzo efficiente delle risorse del fondo per lo sviluppo e la coesione in materia di interventi infrastrutturali.

Invece, per quanto concerne gli interventi riformatori, la Commissione si è principalmente concentrata sulla riforma dei procedimenti amministrativi: l'obbiettivo è di «rendere più efficace e veloce la realizzazione delle opere pubbliche, anche attraverso la tassatività dei termini per la resa dei pareri obbligatori, tenendo conto degli orientamenti contenuti nella comunicazione 2020/C 108 I/101 della commissione europea sull'utilizzo del quadro in materia di appalti pubblici nella situazione di emergenza connessa alla crisi della Covid-19».
Contemporaneamente, secondo l'opinione della Commissione, sarebbe opportuno effettuare una riforma delle stazioni appaltanti in modo da ridurne drasticamente il numero per poi procedere attraverso il loro accorpamento e conseguentemente potenziamento mediante specializzazione ed eventuale incremento del personale. Inoltre, bisognerebbe velocizzare l'iter di approvazione dei contratti di programma Mit-Rfi attraverso una netta semplificazione delle procedure e rafforzamento dei meccanismi di vigilanza e controllo già esistenti, in quanto i passaggi per l'approvazione attualmente previsti sono numerosi e rischiano di bloccare risorse ingenti.  

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